I discorsi attorno alla scuola sono sempre i più difficili da affrontare. Da queste parti, su questo blog, ogni tanto si parla di scuola, istruzione e didattica. Si tratta di divagazioni personali che si agganciano alla mia esperienza quotidiana di fresco docente precario e soprattutto a un discorso generale da cui, ritengo, la divulgazione scientifica non possa prescindere.

Galeotta fu, per questo post, la puntata di Presa Diretta dal titolo Cambiamo la scuola andata in onda il 28 febbraio 2020. Temo che in quella puntata abbiano raccontato una realtà che non esiste e che ciò abbia mostrato un quadro molto lontano dalla realtà dei problemi da affrontare con urgenza.

Bisogna partire dai dati OCSE-PISA

Il centro di gravità della questione è l’insieme dei dati OCSE-PISA, dove PISA sta per Programme for International Student Assessment. Per gli amici, cioè, i dati INVALSI: quelle prove, sotto forma di test, che si svolgono durante alcuni anni precisi del ciclo di studi per verificare come se la cavano gli studenti in alcune materie.

Si tratta di questionari che dovrebbero poi rilasciare un punteggio in grado di misurare la temperatura cognitiva di una popolazione scolastica: la capacità di affrontare ragionamenti scientifici o di leggere, comprendere e interpretare un testo scritto.

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