Categoria: Astrofisica per tutti Pagina 1 di 21

Le catene (gravitazionali della galassia) di Andromeda

La gravità è una forza incredibile: fa espandere l’universo, fa danzare stelle, pianeti e galassie, ci tiene sulla Terra e non ci fa schizzare via nello spazio.

La gravità lavora lentamente, in silenzio, per cambiare volto all’universo. Prendete la nostra galassia, la Via Lattea, il nostro condominio spaziale: noi siamo sul pianerottolo chiamato Sistema solare, a parecchi miliardi di kilometri dal centro galattico.

Leggi tutto

No, Betelgeuse non esploderà tra oggi e domani: ecco perché

Qualche giorno prima dello scorso Natale ci eravamo chiesti: la stella Betelgeuse sta per esplodere?

Sebbene il titolo del post fosse interrogativo, in realtà leggendo l’articolo già allora avevo cercato di mostrarvi che c’era abbastanza scetticismo nell’aria. Insomma, si era un po’ alzato l’hype su una questione che dopotutto non aveva bisogno di quell’hype. Tutto era nato dall’osservazione di un calo di luminosità di Betelgeuse, ma Betelgeuse si trova in una fase di stella supergigante rossa, soggetta anche normalmente (e lo registriamo già da anni) a diversi cali e aumenti di luminosità.

Comunque, veniamo a noi.

Leggi tutto

Dalla cometa 67/P alla Sicilia del 1600

Questa è una delle migliori GIF astrofisiche di sempre: la superficie della cometa 67/P nientepopodimenoche ripresa dalla sonda ESA Rosetta (che poi ha pure sganciato sulla superficie della cometa quel cucciolo di lander che era Philae, il 12 novembre 2014).

Crediti: ESA/Rosetta/landrau

Sembra che ci sia una tormenta di neve sulla cometa, ma in realtà quelle tracce che si vedono sono dovute per la maggior parte alla polvere che riflette la luce del Sole.

E quei puntini sullo sfondo? Beh, quelle sono stelle, davvero. Qualcuno che ha la stessa pazienza di chi mi aspetta in orario a un appuntamento si è messo là a capire quali stelle fossero. Risultato: sono le stelle della costellazione del Cane Maggiore (la costellazione di Sirio).

Poi, bonus storico: avete notato quel puntone luminoso in alto a sinistra che tramonta dietro la cometa (a causa della rotazione della cometa, ndr)? Ecco, quello è un ammasso stellare chiamato NGC2362, ammasso scoperto da Giovanni Battista Hodierna nel 1654.

Giovanni Hodierna (Crediti: Wikimedia)

Hodierna era un astronomo siciliano e anche un prete. In quel di Ragusa, nel 1618 Hodierna osservò tre comete con un cannocchiale simile a quello di Galileo, iniziò a classificare nebulose e ammassi stellari e intrattenne una corrispondenza con Christiaan Huygens (che poi scoprì gli anelli di Saturno, per esempio). Così, per dire.

Insomma, qua parliamo di astronomi meridionali che svelano com’è fatto l’universo, altro che quella storia assurda di chi dice che al sud non si lavora.


Se apprezzi gli articoli di Quantizzando, puoi sostenere il lavoro di questo blog tramite una donazione. Grazie di cuore per il tuo contributo fondamentale!

Per tutti gli ultimi aggiornamenti segui Quantizzando su Telegram.

Una scia verde davanti alla galassia di Andromeda

Che cos’è quella striscia verde davanti alla galassia di Andromeda? È una meteora!

Nel 2016 Fritz Helmut Hemmerich (l’autore della foto) è stato fortunato abbastanza da beccare la frazione di secondo giusta in cui passava la meteora. Ma non solo: la bellezza di questa foto è anche nel fatto che ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo in un attimo.

La galassia di Andromeda si trova a 2,5 milioni di anni luce di distanza da noi: quindi la luce impiega 2,5 milioni di anni per arrivare da noi, e dunque noi la vediamo in questa foto come era 2,5 milioni di anni fa.
È un’altra galassia a spirale (come la nostra) e si trova al di fuori della Via Lattea.
Tutte le stelle che si vedono attorno ad Andromeda in questa foto, invece, sono stelle che appartengono alla Via Lattea. La nostra Galassia ha dimensioni di circa 100 mila anni luce e quindi le stelle di questa foto molto più vicine a noi rispetto alla galassia di Andromeda.
Le meteore sono le scie luminose che si formano quando dei detriti spaziali cadono sulla Terra e si vaporizzano durante la caduta. La meteora nella foto si è formata sopra le nostre teste, nell’atmosfera della Terra, quindi vicinissimo: l’atmosfera terrestre ha uno spessore di circa un centinaio di km.

In questa foto dunque sono compressi circa 23 miliardi di miliardi di km in prospettiva.
Pensate, diversi fenomeni celesti in 23 miliardi di miliardi di km davanti ai vostri occhi, sul vostro schermo, ora.
Buona visione.


Se apprezzi gli articoli di Quantizzando, puoi sostenere il lavoro di questo blog tramite una donazione. Grazie di cuore per il tuo contributo fondamentale!

Per tutti gli ultimi aggiornamenti segui Quantizzando su Telegram.

Una galassia ad anello (non) è per sempre

Questa galassia fu scoperta nel 1950 da Arthur Hoag. All’inizio non si capiva bene se fosse una galassia o se fossero due. Certo è che c’è una zona rossiccia al centro fatta di stelle vecchie (e rosse), un anello pieno di gas e polveri in cui si formano stelle nuove (anche giovani e blu), uno spazio in mezzo in cui c’è poco o nulla.

Se vi state chiedendo come si sia formata questa galassia, ho la risposta: boh!
Nessuno lo sa. Riteniamoci già abbastanza fortunati perché vediamo là galassia di faccia e non di taglio, altrimenti non avremmo mai potuto godere dello spettacolo di questo oggetto così peculiare.

Ma c’è di più: nell’immagine, a circa ore sette, in basso a sinistra nello spazio tra il centro giallo e l’anello blu, avete visto che cosa c’è? Proprio così: un’altra galassia ad anello, pure quella vista di faccia.

L’universo è pazzesco, c’è poco da fare.


Se apprezzi gli articoli di Quantizzando, puoi sostenere il lavoro di questo blog tramite una donazione. Grazie di cuore per il tuo contributo fondamentale!

Per tutti gli ultimi aggiornamenti segui Quantizzando su Telegram.

Pagina 1 di 21

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén