3 minuti di letturaL’asteroide 2020 Qg è sfrecciato a 2950 km sopra la nostra testa senza fare danni

Il 16 agosto 2020 sera il telescopio Zwicky Transient Facility (ZTF) in California, USA ha scoperto un asteroide chiamato ZTF0DxQ, poi rinominato 2020 Qg. E quando dico scoperto, intendo che ZTF ha proprio scattato una foto di questo nuovo asteroide. Eccola qua.

Nel cerchio rosso c’è l’asteroide 2020 Qg. Se appare come un trattino non è perchè quella è la sua forma, bensì perché l’asteroide si è mosso durante il tempo necessario allo Zwicky Transient Facitlity per scattare la foto.

Lo studio dell’orbita di 2020 Qg ha mostrato una sorpresa: circa 6 ore prima dell’avvistamento (quindi di giorno, perciò ce lo siamo persi con i telescopi), stando ai calcoli, l’asteroide sarebbe passato a 2950 km di distanza dalla superficie terrestre con una velocità di 12 km/s. Questo vuol dire che 2020 Qg è stato l’asteroide osservato che più di tutti si è avvicinato alla Terra senza colpirla o esplodere. In gergo, il passaggio ravvicinato di un oggetto celeste rispetto a un altro si chiama fly-by. Quindi, riparafrasando, possiamo dire che 2020 Qg è l’asteroide (di cui siamo a conoscenza) che ha fatto il fly-by più vicino alla Terra (per la categoria di asteroidi chiamati NEO – Near Earth Object).

Ma che cosa sarebbe successo se 2020 Qg si fosse diretto proprio verso la superficie terrestre? Secondo le stime ottenute misurando la luminosità assoluta dell’asteroide, 2020 Qg dovrebbe avere un diametro di circa 4 metri. Una roba che se fosse entrato nell’atmosfera, la compressione dell’atmosfera durante la caduta avrebbe scaldato il sasso spaziale vaporizzandolo. Quindi nessun pericolo, non sarebbe successo nulla di grave.

Approfitto per sottolineare un fatto. La GIF qui sotto, tra le altre cose, mostra alla fine l’orbita dell’asteroide rispetto all’orbita degli altri corpi del Sistema solare (tra cui la Terra). Ciò che si vede è che l’asteroide fa la sua orbita attorno al Sole esattamente come fa la Terra.

Questa GIF mostra 1) l’orbita dell’asteroide 2020 Qg rispetto alla Terra 2) l’avvicinamento visto dal sistema di riferimento dell’asteroide 3) il moto in cielo dell’asteroide 4) l’orbita dell’asteroide rispetto agli altri corpi del Sistema solare.

Voglio dire, non è che la Terra improvvisamente si metta a tirare l’asteroide, assolutamente no. Quello che succede, piuttosto, è un potenziale incrocio di traiettorie indipendenti (che non è avvenuto). Tuttavia, dopo l’incontro ravvicinato, ecco allora sì che l’orbita dell’asteroide cambia: si ha un effetto fionda gravitazionale, effetto che usiamo noi esseri umani anche quando inviamo le sonde nello spazio ma prima le facciamo fare un giretto attorno a Giove o qualche altro pianeta. L’effetto fionda ha modiricato l’orbita di 2020 Qg in modo tale che, secondo i calcoli, non sono previsti altri passaggi ravvicinati prossimamente.

Va da sè che osservazioni di questo tipo ci ricordano ancora una volta che, come se quella degli asteoridi fosse una specie di pandemia spaziale, non bisogna mai abbassare la guardia e tenere sempre vivo il monitoraggio del cielo. La pletora di satelliti artificiali che le compagnie private si apprestano a mettere in orbita potrebbero rendere il monitoraggio più difficoltoso, ma speriamo con tutto il cuore di non farci scappare qualche asteroide in futuro per questo motivo.

Non dobbiamo commettere l’errore di sottovalutare l’ambiente intorno a noi nel cosmo. Non abbiamo il controllo delle orbite degli asteroidi ma possiamo verificare se sono una minaccia oppure no in futuro. Questo si può fare solo attraverso un accurato calcolo dell’orbita di questi oggetti e ciò è possibile solo se riusciamo a scrutare il cielo con attenzione per studiare gli asteroidi quando sono ancora lontani. Se invece becchiamo un asteroide quando è già vicino (o addirittura quando è già passato come nel caso di 2020 Qg) allora diventano fondamentali le osservazioni successive per la determinazione dell’orbita futura, tenendo sempre gli occhi aperti e il naso all’insù.

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