2 minuti di letturaLuci verdi sul pianeta rosso: ESA TGO osserva l’aurora su Marte

Non omini verdi ma luci verdi su Marte. Il satellite ESA ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) ha osservato per la prima volta la caratteristica luce verde dell’aurora, proprio come quella dell’aurora polare verde che vediamo sulla Terra.

Questo fenomeno era già previsto da decenni, ma finalmente ora abbiamo dei dati corroboranti. In realtà, qui su Quantizzando abbiamo già parlato in passato di aurore marziane; tuttavia si trattava di un fenomeno molto diverso da quello che genera la luce verde delle aurore polari (di cui invece parliamo oggi).

Per prima cosa, un breve riassunto: le aurore polari di formano quando le particelle del vento solare vanno a collidere con gli atomi di ossigeno dell’atmosfera di un pianeta. Particelle cariche e ossigeno: questi sono gli ingredienti principali per ottenere l’aurora. L’aggettivo polare invece nasce dal fatto che le particelle cariche seguono il campo magnetico del pianeta e sono dirette verso i poli (tutto il fenomeno l’ho spiegato in questo post).

Come dicevamo, sono 40 anni che questo fenomeno è considerato dagli astrofisici, ma non era mai stato osservato. Per questo gli astrofisici hanno avuto un’idea: proviamo a studiare le aurore verdi marziane proprio come fanno gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale quando scattano foto spettacolari dell’aurora terrestre. Quindi, per osservare il fenomeno su Marte, ESA TGO ha studiato il lato di Marte illuminato dal Sole, in particolare guardando al bordo, cioè allo strato di atmosfera che avrebbe dovuto brillare di verde.

In questo modo, e grazie alle capacità degli strumenti di ESA TGO, alla fine ce l’abbiamo fatta: la luce verde emessa dall’ossigeno è stata osservata anche su Marte. Non solo: i dati sono molto in accordo con i modelli. E questa cosa è molto importante.

Grafico che mostra come varia la luminosità della luce verde dell’aurora marziana in funzione dell’altitudine, mettendo a confronto modello teorico e osservazioni con barre di errore – Tratto da Gérard, J., Aoki, S., Willame, Y. et al. Detection of green line emission in the dayside atmosphere of Mars from NOMAD-TGO observations. Nat Astron (2020). https://doi.org/10.1038/s41550-020-1123-2

Già, perché è importante? Sulla Terra le aurore polari sono uno spettacolo pazzesco e meta di gite e pellegrinaggi alle latitudini polari. Il fatto di vedere un fenomeno simile su Marte non è solo una curiosità, bensì è qualcosa di fondamentale in vista di eventuali future missioni spaziali con equipaggio. Conoscere bene l’atmosfera marziana, quindi anche studiare le aurore appena osservate su Marte, permette di capire meglio quale siano la densità e la composizione dell’atmosfera del pianeta rosso. Questi dati non sono solo utili poi per i futuri astronauti ma anche dal punto di vista tecnico possono aiutare a far atterrare senza problemi rover e moduli scientifici che necessitano di un paracadute (Do you remember Schiaparelli?).

Come sempre, la ricerca di base, come è quella in astrofisica, parte dallo studio dei fenomeni naturali e arriva a risvolti importanti. In questo caso, la luce verde dell’ossigeno marziano è in grado di farci capire che cosa dobbiamo fare per esplorare personalmente Marte.

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