3 minuti di letturaUn’incredibile foto della stella Betelgeuse

Abbiamo parlato molto spesso della stella Betelgeuse su questo blog: una volta perché alcuni dicevano che sarebbe esplosa, un’altra volta perché invece alcuni dicevano che non sarebbe affatto esplosa.

Di sicuro, nei prossimi 100 mila anni dovrebbe esplodere, o almeno questo suggeriscono i modelli stellari: Betelgeuse è una supergigante rossa e il suo destino è segnato.

Nel frattempo, possiamo ammirarla. Guardate questa immagine incredibile ottenuta da Adam Block, Steward Observatory, University of Arizona.

Lo dico? OK, lo dico: WOW!

Ma non solo perché Betelgeuse troneggia spavalda al centro dell’immagine alla faccia di pensava esplodesse presto (anche se, va detto, potrebbe sempre farlo eh…). Piuttosto, è interessante lo sfondo di questa immagine.

Guardate quante stelle ci sono dietro Betelgeuse. Per ottenere questo tipo di foto è necessario mettere insieme tante foto a lunga esposizione: si tiene acceso il sensore che raccoglie luce dal telescopio per un tempo sufficientemente lungo da raccogliere più fotoni possibili anche dalle stelle più deboli. Per aumentare ulteriormente la profondità (in luminosità) dell’immagine, ecco che possiamo ammucchiare le varie esposizioni: questo procedimento è chiamato stacking, e si può fare anche con un programma tipo Adobe Photoshop.

Per finire: nell’incredibile immagine di Betelgeuse protagonista di questo post, la stella sembra essere circondata da delle nubi di gas. Infatti è così.

Questa foto di Rogelio Bernal Andreo mostra il quadro completo di quella porzione di cielo.

Come vedete Betelgeuse si trova in basso a sinistra e quella è la parte di cielo immortalata da Adam Block nella foto di apertura. Il resto è la Nebulosa di Orione, in tutto il suo splendore.

Notate che le stelle dentro la nebulosa sono azzurre, di colore diverso rispetto a Betelgeuse. Non è un fatto casuale: le stelle azzurre si trovano in una zona dove c’è tanto gas e questo gas può collassare (colpa della gravità) su se stesso e formare tante palle di gas, cioè tante nuove stelle. Si formano stelle di vario tipo in questo processo, ma quelle più grosse sono anche le più luminose e le più calde: quindi sono di colore blu. Cioè ci sono anche altre stelline più piccole, ma la scena è completamente dominata dalle stelle giovani e calde (OK, detta così suona male, ma avete capito che cosa voglio dire).

Betelgeuse invece ha già fatto molta della sua storia e si trova alla fine del suo ciclo vitale. Sì, vero è una stella grande, è una super gigante: ma ciò avviene a tutte le stelle di grande massa che esauriscono l’idrogeno nel loro nucleo, a un certo punto della loro vita stellare.

Quando l’idrogeno nel nucleo finisce allora la stella inizia a contrarsi perché non c’è più l’equilibrio idrostatico dovuto alla pressione del nucleo; e mentre si contrae uno degli strati più esterni di gas attorno al nucleo si scalda e comincia a bruciare l’idrogeno. Cioè la fusione nucleare si sposta in un guscio esterno. A questo punto la stella torna a gonfiarsi. Questo gioco si ripete varie volte (sto semplificando tantissimo) e alla fine non può più avere luogo perché non si riesce più a bruciare nulla: la stella collassa su se stessa ed esplode, ecco la supernova. E questo accadrà a Betelguese prima o poi.

E proprio il caso di dirlo: dalle stelle alle stalle. Ma non oggi. Godiamoci Betelgeuse finché possiamo, senza patemi ma con tanti WOW.

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