La gravità è una forza incredibile: fa espandere l’universo, fa danzare stelle, pianeti e galassie, ci tiene sulla Terra e non ci fa schizzare via nello spazio.

La gravità lavora lentamente, in silenzio, per cambiare volto all’universo. Prendete la nostra galassia, la Via Lattea, il nostro condominio spaziale: noi siamo sul pianerottolo chiamato Sistema solare, a parecchi miliardi di kilometri dal centro galattico.

Giusto per farvi capire dove siamo noi nella Via Lattea: ovviamente è un disegnetto perché noi ci siamo dentro alla nostra galassia e non possiamo fare foto da fuori.

La Via Lattea non è isolata nell’universo: appartiene a un gruppetto di circa 100 galassie (grandi e piccole) chiamato Gruppo Locale. Questo Gruppo Locale, poi, appartiene a sua volta a un insieme di galassie molto più grande, un insieme di gruppi e ammassi di galassie che, per questo motivo, si chiama Superammasso Locale (o Superammasso della Vergine).

Tutto questo gruppone di galassie è in continuo movimento: a causa della gravità reciproca di tutte le galassie del Superammasso Locale si ha un moto di tutte le galassie intorno alle altre. Più le galassie sono vicine, più naturalmente questi effetti gravitazionali saranno maggiori.

Una grande galassia a spirale vicina alla nostra Via Lattea è la galassia di Andromeda. La galassia di Andromeda è una grande galassia a spirale. Si trova a 2,5 milioni di anni luce da noi: quindi quando ne vediamo una immagine, quella mostra l’aspetto della galassia di Andromeda 2,5 milioni di anni fa, cioè il tempo che la luce impiega per partire dalla galassia di Andromeda e arrivare a noi. La galassia di Andromeda si può osservare anche a occhio nudo, se le condizioni del cielo lo permettono e avete un occhio abbastanza allenato. Questa è una foto ottenuta con mezzi più professionali dell’occhio nudo.

La meravigliosa galassia di Andromeda (Crediti: André van der Hoeven)

La galassia di Andromeda si trova, lo capite dal nome, nella porzione di cielo che sulle mappe è chiamata costellazione di Andromeda. Ma la galassia di Andromeda è molto più lontana delle stelle della costellazione: questo perché tutte le stelle che vediamo a occhio nudo in cielo appartengono tutte alla nostra galassia (si tratta di un gioco di prospettiva, ne avevo parlato qui).

Mai farsi ingannare dalla prospettiva: le stelle delle costellazioni sembrano vicine, ma solo perché in realtà le distanze in gioco sono enormi. Le stelle che vediamo ogni notte in cielo appartengono tutte alla Via Lattea; le altre galassie che vediamo, sembrano vicine alle stelle, ma è solo un effetto di appiattimento dovuto alla proiezione in cielo di distanze enormi. Le galassie si trovano tutte molto più lontane delle stelle delle costellazioni.

La costellazione di Andromeda si riconosce perché è a forma di “A”; inoltre si trova vicina alla costellazione di Cassiopea (che invece è a forma di “W”) e alla costellazione di Perseo.

La galassia di Andromeda si trova all’interno del quadrato vicino alla scritta “Andromeda”.

Questa collocazione in cielo non è causale ma rappresenta la narrazione mitologica che lega questi personaggi.

La storia è questa: Cassiopea, madre di Andromeda, è una donna molto sicura di sé. Se ne va in giro a dire a tutti quanto fosse bella, più bella delle Nereidi, ninfe marine che passano le giornate divine alla corte di Poseidone, dio del mare; e poi, ad aumentare il danno di Cassiopea, Poseidone è pure sposato con una nereide, Amfirtite.

Lo sappiamo tutti che cosa succede nella mitologia in questi casi: esatto, a qualche divinità arrivano i cosiddetti 5 minuti. Cassiopea ha pure una figlia, sangue del suo sangue, e quindi giustamente va dicendo in giro che pure sua figlia è più bella delle Nereidi. E vabbè, ditemi voi come si può pretendere che Poseidone non si incavoli sul serio.

E infatti: Poseidone invia un mostro marino verso il regno di Cefeo (re d’Etiopia, il marito di Cassiopea – non chiedetemi perché la location sia in Africa perché non lo so). Panico. E quando il pericolo è grave che cosa fanno i re? Organizzano una task force? Macché: si va dall’oracolo, ovvio.

Gli oracoli, si sa, vivono per questi momenti, perché possono tirare fuori tutto il sadismo represso in anni e anni di attesa di catastrofi divine.

Allora, Cefeo chiede all’oracolo quale sia il modo migliore per fermare il mostro marino. L’oracolo ovviamente ha già pronta la sua soluzione sadica: bisogna incatenare Andromeda a uno scoglio e offrirla in sacrificio al mostro marino. E te pareva.

Naturalmente Cefeo si fida dell’oracolo come noi ci fidiamo di Google Maps e quindi fa alla lettera quello che gli è stato appena detto detto. Andromeda è ormai spacciata con il mostro marino pronto a buttarsi sulla donna come gli invitati di un matrimonio al buffet. Ma, si sa, a volte bisogna avere la fortuna con la C maiuscola per sopravvivere: pensate, in quel momento esatto passa di lì Perseo sul cavallo alato Pegaso (se vabbè, ma dai). Esultanza del pubblico, di sicuro non dell’oracolo sadico.

Perseo, tra l’altro, non si capisce che cosa ci faccia là. È di ritorno da una missione molto a nord, dove ha ucciso Medusa per tutta un’altra storia che riguarda la madre e un re che vuole liberarsi di Perseo per sposarla (ma ne parliamo un’altra volta, promesso). Comunque sia, Perseo ha ucciso Medusa e ne ha tagliato la testa pensando fosse un bel regalo da fare a qualcuno una volta tornato a casa. Solo che invece di tornare nel mare Egeo, fa una deviazione in Africa. E passa in Etiopia proprio mentre Andromeda sta per essere divorata dal mostro. Ehi, è inutile che ridete: avete mai impostato un navigatore su un cavallo alato? Ecco, appunto.

In tutto quel marasma, Perseo si attiva subito giustamente per liberare Andromeda dalle grinfie del mostro marino; ma prima pensa anche di chiedere la mano della donna a Cefeo e Cassiopea. Facepalm.

Comunque, Cefeo guarda questo tipo che gira su un cavallo alato e con una testa mozzata in mano e acconsente, tanto ormai peggio di così. Perseo allora riesce a distrarre il mostro marino praticamente con delle ombre cinesi e lo mette K.O. con lo sguardo della testa di Medusa, che pietrifica chiunque lo incroci. E così libera Andromeda dalle catene. Oh, finalmente: oracolo, tiè.

Tutti felici e contenti? Macchè, magari. O almeno, non subito. Al banchetto per festeggiare si fanno avanti gli ex di Andromeda con tempismo clamoroso. Ma meno male che Perseo ha un giubbotto molto capiente e riesce sempre a portarsi dietro la testa di Medusa, comoda sicuramente da trasportare, e pietrifica tutti coloro che vogliono rovinare la serata. Ovviamente la serata si rovina uguale, eh, ma almeno adesso è finalmente finito tutto: Perseo e Andromeda fanno insieme 5 figli e vivono felici e contenti, ehm no, succedono altre cose: ma questa è davvero un’altra storia.

Ci sono un’infinità di dipinti che raffigurano il mito di Andromeda. Questa è la versione di Henri Pierre-Picou, per esempio. Rubens invece aveva una fissa per questa storia: dipinse la liberazione di Andromeda per due volte, vabbè.

Nella canzone che Elodie ha portato a Sanremo 2020 si fa un esplicito richiamo al mito di Andromeda, a partire ovviamente dal titolo; ma anche nel testo, quando dice che la fragilità è la catena che ho dentro. Vi metto il video così la cantiamo tutti insieme, tanto lo so che lo stavate facendo già mentre leggevate la citazione sulla catena. Eccola qua, ci vediamo tra poco.

Anche la galassia di Andromeda ha delle catene gravitazionali, e queste catene legano il suo destino a quello della nostra Via Lattea. Ma non sarà un navigatore GPS poco affidabile come nel caso di Perseo a far sbocciare questo amore galattico: sarà la gravità, una forza incredibile quanto l’amore, forse di più.

La vicinanza tra Andromeda e la Via Lattea porterà infatti a un inevitabile scontro tra galassie a spirale. Ma tranquilli: accadrà tra 4,5 miliardi di anni. I giochi sono così fatti ormai, che gli astrofisici hanno già calcolato tutte le orbite che faranno la Via Lattea e Andromeda. È un bel giro, ma noi ovviamente non ci accorgeremo di niente.

In questa infografica dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) è mostrata anche l’orbita della galassia Triangolo, un’altra nostra vicina. Come vedete, alla fine la linea blu della nostra galassia si scontra con la linea rossa di Andromeda.

Che cosa ne sarà del Sole? E della Terra? Premesso che saremo tutti morti quando arriverà quel momento, probabilmente anche il Sole non se la passerà benissimo visto che dovrebbe diventare una gigante rossa e poi espellere tutto il gas nello spazio proprio entro 4,5 miliardi di anni, e infine diventare una nana bianca. In tutto questo, la Terra (forse!) sarà divorata dal Sole.

Ma non ci sarebbe stato comunque alcun problema: la Via Lattea e Andromeda sono galassie a spirale che contengono circa 200 miliardi di stelle. Sembrano tante (e lo sono) ma bisogna confrontarle con lo spazio che occupano: se si prova a fare una simulazione al computer che tiene conto del numero di stelle e del volume occupato in ciascuna galassia, e poi si fanno scontrare le galassie, sapete che cosa salta fuori? Risulta che durante la collisione futura tra Via Lattea e Andromeda non ci sarà alcuno scontro tra stelle!

Voi direte: ma com’è possibile? Eh, ve l’ho detto che lo spazio in gioco è enorme. Quello che succederà di certo invece è che il gas presente in entrambe le galassie si condenserà e formerà nuove stelle. Inoltre, la struttura dei bracci di spirale verrà persa e si formerà una galassia a forma di palla da rugby: una galassia ellittica. Tutto quello che ho appena detto a parole potete vederlo in questo video.

E niente, questa è la storia che volevo raccontarvi oggi. Vorrei dire, finalmente per una volta, che tutti vissero felici e contenti ma temo che dovremo aspettare ancora qualche miliardo di anni per esserne certi.

Nel frattempo: laaaa mia fragilitaaaaà….