4 minuti di letturaIl Sole visto da vicino sembra riso soffiato caramellato

4 minuti di letturaIl Sole visto da vicino sembra riso soffiato caramellato

Se c’è una cosa che sappiamo tutti è che non bisogna MAI guardare direttamente il Sole: la nostra vista potrebbe essere compromessa da ciò. Gli occhiali da sole sono un minimo filtro, vero, ma per guardare direttamente quella sfera calda e infernale che è la nostra stella sarebbe meglio indossare filtri appositi. Tuttavia, nel 2020, la tecnologica ci permette di guardare uno dei posti più roventi che conosciamo nel nostro vicino universo, addirittura semplicemente guardando un video. Vediamo come.

Il Sole è una palla fatta da un mare di particelle cariche elettricamente (questo mare è detto plasma) e circondata da un campo magnetico.

La cosa non deve soprendere: le particelle cariche, per il solo fatto di essere cariche generano un campo elettrico; poi, se si muovono, allora generano un campo magnetico. Quindi a seconda di come si muove, il plasma modifica le caratteristiche del campo magnetico, siccome è proprio il plasma a generarlo.

Un campo magnetico è qualcosa che conosciamo tutti: prendiamo una calamita e spargiamo della limatura di ferro tutto attorno. Che cosa succede? La limatura si distribuisce in un modo tale da creare delle linee, dette linee del campo magnetico, che vanno dal polo nord al polo sud della calamita.

Possiamo immaginare il Sole come una grossa calamita spaziale: se spargessimo della limatura di ferro attorno al Sole, essa si distribuirebbe proprio seguendo l’intensità del campo magnetico attorno al Sole.

Fin qua tutto bene. Ma le calamite sono oggetti solidi, stabili. La superficie del Sole è invece composta da un plasma che sembra bollire, in continuo movimento. Queste cariche elettriche in moto modificano continuamente la struttura del campo magnetico del Sole (cioè le linee del campo magnetico, per capirci). Queste linee addirittura possono intrecciarsi, aprirsi e fare altri giochi strani.

Quando questi fenomeni accadono, le particelle che si trovano nei pressi della superficie solare, come la limatura di ferro, non fanno altro che accodarsi e seguono la nuova struttura delle linee del campo magnetico. Spesso, quando tutto questo accade, tempeste di particelle cariche sono scagliate verso i pianeti del Sistema solare e quindi, per quanto concerne noi, verso la Terra. Non solo si formano aurore polari molto intense, ma a volte le telecomunicazioni sul nostro pianeta possono subire dei danni. Ciò che voglio cercare di dire è che è importante studiare l’interazione tra plasma e campo magnetico solare nel maggiore dettaglio possibile.

Ed ecco che entra in gioco, a questo punto della storia, il telescopio solare Daniel K. Inouye, dal nome di un senatore americano che non è più tra noi.

Il telescopio Inouye si trova alle Hawaii (dove, tra l’altro, qualcuno protesta contro la costruzione di nuovi telescopi, ma vabbè) ed è il più grande osservatorio solare sulla Terra. Questo telescopio con uno specchio di 4 metri di diametro, e con la tecnologia dell’ottica adattiva, è in grado, dalla Terra, di avere una risoluzione incredibile, superando tutti i problemi dovuti alla turbolenza atmosferica. E, giusto per mettere in chiaro le cose, in questi giorni la collaborazione al lavoro al telescopio Inouye ha reso pubbliche le prime immagini ottenute con questo strumento della superficie del Sole.

E niente, lascio giudicare a voi, che intanto io sono ancora a bocca aperta.

Sbalorditivo, sembra uno strato di riso soffiato caramellato (che buono!).

Questo video mostra con una capacità risolutiva pazzesca, a velocità aumentata, che cosa succede in 10 minuti sulla superficie del Sole. Come vedete il plasma ribolle, si muove, si agita. Questo video mostra uno spicchio di 30 km di superficie del Sole: pensate, per fare un confronto e capire la potenza del telescopio Inouye, che il diametro del Sole misura 1,4 miliardi di km. E questo è solo il primo assaggio di ciò che il telescopio Inouye può fare. Poffarbacco.

Questi movimenti del plasma da studiare sono tutto ciò che vogliono gli astrofisici. In generale noi creiamo dei modelli per quando riguarda il funzionamento del Sole: siccome non possiamo guardarci dentro, ipotizziamo che accadano certi fenomeni all’interno del Sole, in grado poi di produrre (sempre secondo le nostre ipotesi) degli effetti misurabili in superficie. A quel punto prendiamo un telescopio e andiamo a misurare dei dati per poi confrontarli con le nostre teorie.

I dati del telescopio Inouye ci costringono a creare modelli sempre più dettagliati, locali e precisi. Naturalmente, non è che buttiamo i modelli vecchi: i nuovi modelli locali devono essere in grado, se approssimati, di essere compatibili con i modelli su scala maggiore. Comunque sia, l’obiettivo è sempre quello: studiare il plasma ad alta risoluzione e confrontare modelli teorici e dati per capire meglio come funzionano il Sole e il suo campo magnetico.

Devo dire che è abbastanza impressionante avere a disposizione immagini di questo tipo: le stelle sono i mattoncini fondamentali di tutto l’universo, si formano ovunque, continuamente, illuminano l’universo e al loro interno avvengono massicci fenomeni di fusione nucleare. Sapere che dalla cima di una montagna del nostro pianeta siamo in grado di raggiungere un posto così infernale, magari stando seduti su una comoda sedia girevole, è un confortante indicatore che l’astronomia abbia davvero fatto passi da gigante.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.