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4 minuti di letturaUn molisano ha scoperto un nuovo pianeta attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole

Il Molise è una regione italiana davvero minuscola. Ci sono circa 300 mila abitanti, praticamente quasi la metà della popolazione di Bologna, la città in cui vivo e lavoro attualmente.

Tuttavia, si tratta di una regione meravigliosa: anche il New York Times ha inserito il Molise tra le migliori mete da visitare nel 2020, pensate un po’. E io ci che ci sono nato e vissuto e spesso torno a mangiare pallotte cacio e uova, ventricina, pampanella e “Sua Maestà” il caciocavallo non posso fare altro che confermare, ovviamente.

Ma evidentemente il Molise è terra fertile non solo per la sua bellezza naturalistica e per il cibo. Il Molise è terra fertile anche per l’astrofisica, nonostante l’esigua popolazione: a parte me (che vabbè, ora faccio altro) con il dottorato in astrofisica, c’è anche un altro mio amico, addirittura sempre del mio stesso paese (Fossalto, 1200 abitanti) sempre dottorato e ricercatore. Poi conosco almeno un altro astrofisico molisano che ormai però si è trasferito da anni in nord Italia a studiare l’universo primordiale.

E poi, arriviamo alla notizia di questo post, c’è anche Fabio del Sordo, di Campobasso, è un astrofisico ora all’Università di Creta che si occupa di pianeti extrasolari, cioè dello studio di altri mondi al di fuori del Sistema solare. Tra l’altro ho scoperto che abbiamo pure frequentato la stessa scuola (e gli stessi professori!), anche se ad anni di distanza: il liceo scientifico A. Romita di Campobasso.

Fabio del Sordo ha comunque avuto una carriera (circa 4,2) anni luce più brillante della mia (che ho invece abbandonato la ricerca) e mi sembra giusto dunque parlarne qui su questo mio piccolo blog denso di molisanity da sempre. Fabio Del Sordo ha infatti scoperto, insieme al suo collega Mario Damasso, un pianeta attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole. Appunto, a 4,2 anni luce di distanza da noi.

Il nuovo pianeta si chiama Proxima Centauri c, e fa seguito alla scoperta di qualche tempo fa di Proxima Centauri b, un pianeta di tipo roccioso.

Del Sordo e Damasso hanno ri-analizzato i dati che hanno portato alla scoperta di Proxima b e hanno trovato una possibile evidenza dell’esistenza di un ulteriore pianeta, Proxima c appunto, che avrebbe una massa minima di circa 5 volte la massa della Terra e che impiegherebbe circa 5 anni (terrestri) a fare un giro completo attorno alla sua stella (cioè Proxima Centauri). Il metodo di scoperta di questo nuovo pianeta, che è poi lo stesso usato per Proxima b, è quello delle velocità radiali: il moto di un pianeta perturba anche il moto della sua stella un pochino.

Questo moto della stella può essere misurato con lo stesso principio con cui funziona l’autovelox per le automobili. La luce che noi osserviamo provenire dalla stella cambia frequenza a seconda che si avvicini o si allontani da noi lungo la nostra linea di vista: questo cambio di frequenza della luce è misurabile e ci permette di stimare la velocità della stella. Se l’effetto è grande, allora sarà grosso anche l’esopianeta che lo causa. Anche qui, si osservano i dati e poi si trova un modello in grado di riprodurre ciò che si è osservato. Il primo esopianeta scoperto nel 1995 fu trovato proprio grazie a questo sistema.

Oltre a questi dati sulle velocità radiali, sono stati usati anche i dati molto precisi del satellite ESA Gaia, il quale misura molto bene le posizioni degli oggetti celesti della nostra galassia. Senza i dati di Gaia non si sarebbe scoperta l’anomalia nella velocità della stella Proxima Centauri e quindi niente possibile scoperta del nuovo pianeta Proxima c. Un’altra conferma del fatto che saper mappare l’universo (sia con posizioni, sia con distanze) è un aspetto cruciale della ricerca astrofisica.

Perché, appunto come dicevo, mettendo insieme tutti i dati, compresi quelli di Gaia, è saltata fuori un’anomalia nella velocità della stella Proxima Centauri. All’inizio si è pensato che l’anomalia fosse dovuta alla presenza di qualche attività stellare intrinseca; poi, alla fine, si è capito che quei dati potessero essere l’indizio della presenza di un nuovo pianeta, Proxima c.

Una roba interessante nell’articolo di Damasso e Del Sordo è che si parla di una precedente osservazione della stella Proxima Centauri fatta con ALMA, un complesso di antenne radio in grado di osservare sorgenti astrofisiche con elevata risoluzione. ALMA ha osservato una qualche sorgente sconosciuta attorno a Proxima Centauri: è quella Proxima Centauri c? Per ora non lo sappiamo, ma i futuri dati di ALMA forse potrebbero essere utili per confermare proprio la scoperta di Damasso e Del Sordo.

I nuovi dati saranno fondamentali: infatti dovete pensare che per ora si parla di pianeta candidato perché bisogna capire bene le caratteristiche di Proxima c. Dati migliori e in gran quantità saranno in grado di vincolare meglio i modelli teorici e quindi capire per bene la massa di Proxima c e fare un pensierino sul capire come questo sistema planetario si sia formato ed evoluto.

Proxima Centauri e i suoi pianeti si trovano a 4,2 anni luce da noi. Una piccola stella del nostro vicinato galattico ma piena di sorprese.

Insomma, dai, come il Molise. Le pallotte cacio e uova, la ventricina, la pampanella e il caciocavallo fanno bene, a quanto pare. Come diceva il mitico indimenticabile Fred Bongusto, “Molise, pozz’ess’accis!”

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