Lo strano caso dell'ossigeno (e del metano) su Marte2 min di lettura

Qualche mese fa, non so se vi ricordate, io e Giuliano Liuzzi facemmo una live sul mio canale YouTube in cui parlammo, nel bene e nel male, delle misure dell’abbondanza di metano su Marte, misure ottenute dalla sonda ExoMars. In quell’occasione parlammo con Giuliano, che lavora proprio alla missione ExoMars, di come più missioni spaziali marziane potessero darci informazioni complementari. In particolare, il mistero della variazione stagionale dell’abbondanza di metano su Marte non è stato ancora risolto.

E ora abbiamo un problema simile pure con l’ossigeno.

Il rover NASA Curiosity ha misurato, in tre anni marziani (cioè sei terrestri), l’abbondanza di ossigeno su Marte, in particolare nella location del cratere Gale. A bordo di Curiosity è montato uno strumento chiamato SAM (Sample Analysis at Mars) che praticamente è un piccolo laboratorio chimico.

Che cosa dice (lo zio) SAM? Dice che l’atmosfera marziana è composta per il 95% da anidride carbonica, 2,6% azoto molecolare, 1,9% argon, 0,16% ossigeno molecolare, 0,06% monossido di carbonio. Ora, durante l’anno marziano, con il passare delle stagioni su Marte, accadono diverse cose. Per esempio parte dell’anidride carbonica ghiaccia e si deposita ai poli. In estate invece l’anidride carbonica evapora e torna nell’atmosfera marziana. Questo flusso di fenomeni fa cambiare la pressione dell’aria su Marte stagione dopo stagione.

Perché vi dico questo? Per farvi capire che avere variazioni stagionali nelle concentrazioni dei gas è perfettamente normale. Il punto è conoscere i motivi di queste variazioni. Per esempio, quando si parlava di metano, queste variazioni stagionali erano poco comprese. Anzi, tutt’ora non si è ben capito a cosa siano dovute, e infatti il mistero resta.

Ma veniamo all’ossigeno: anche questo gas presenta variazioni stagionali su Marte. E, come detto, a causa dei continui cambi di pressione stagionali su Marte, in parte ce lo aspettavamo.

Ma il problema con l’ossigeno è che non varia stagionalmente proprio come ci aspettiamo in base ai nostri modelli.

Accade, secondo i dati di Curiosity, una roba del genere.

Come vedete, in estate l’ossigeno è più abbondante del previsto, mentre in inverno è meno abbondante del previsto. E, quando dico previsto intendo a causa delle variazioni di pressione descritte in precedenza.

Insomma, succede qualcosa su Marte che fa variare stagionalmente sia l’ossigeno sia il metano, in un modo che è apparentemente imprevedibile con le nostre conoscenze attuali. Il mistero era già fitto con il metano, con l’ossigeno ora si infittisce ancora di più.

Sia il metano sia l’ossigeno possono essere prodotti tramite processi biologici (per esempio microbi) oppure tramite processi chimici che coinvolgono acqua e rocce marziane. Comunque sia: al momento non abbiamo la più pallida idea di quale sia la soluzione in grado di spiegare questi dati. La cosa in sé non è un problema: può essere una grande occasione per capire meglio come funziona Marte e in generale mondi come quello marziano.

Insomma, tocca aspettare, vero. Ma nel frattempo parecchi cervelli si metteranno all’opera per svelare il mistero. C’è un po’ di lavoro da fare e noi saremo qui a raccontarlo appena ne sapremo di più.


Comunicato ufficiale sul sito della NASA

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