La meritocrazia e le disuguaglianze sociali che persistono

Ho finito di leggere questo libretto qui.

Questo libro parla di un concetto molto usato: il concetto di merito. In sostanza l’autore afferma che, sebbene dietro la parola merito ci sia un’idea positiva, di uguaglianza, di capacità di ottenere un riconoscimento in base al lavoro svolto, in effetti c’è un inghippo.
Il problema è che, soprattutto di recente, l’idea positiva di uguaglianza ha abbandonato il concetto di merito; ormai quando si parla di merito si parla di competitività, di essere più bravi di qualcun altro e quindi di meritarsi le cose.

In certi casi la competizione è addirittura esaltata, descritta come sanissima. La conseguenza principale di questa esaltazione è che i problemi sociali diventano problemi individuali. Cioè, se non si riesce ad essere appetibili (che brutta parola) per il mercato del lavoro allora, in una società in cui il merito è il motore, la colpa sarà solo di ciascuno di noi.

Così, il conflitto sociale (che dovrebbe essere il vero motore dello sviluppo di una società) è coperto, nascosto, messo sotto il tappeto.

Inoltre, la competività e il merito passano oggi attraverso metodi di valutazione che sono definiti standard e, udite udite, oggettivi. Ma non è così: i metodi di valutazione possono essere molteplici, si sceglie un metodo tra i vari disponibili e non esiste un metodo migliore degli altri. Ma poi, che cosa dobbiamo esattamente misurare con questi metodi di valutazione? Come si fa a decidere quali sono le competenze (altra parola molto ambigua) da parametrizzare?

E infine: malgrado tutto, questo concetto di merito non scalfisce neanche per sbaglio le vere disuguaglianze sociali, le quali persistono a prescindere. Non è merito di nessuno nascere in una famiglia piuttosto che in un’altra, o in una regione piuttosto che in un’altra. Un sistema di valutazione standardizzato, che non risolve questi problemi di base, alla fine non permette di appianare le divergenze sociali. 

Comunque sia: mi trovo molto d’accordo con il pensiero e l’analisi di Boarelli, ma mi piacerebbe anche sapere che cosa ne pensate voi, così a pelle o magari dopo aver letto il libro (sono circa 100 pagine). Scrivetemi pure via mail oppure semplicemente commentate qui sotto.

Il classismo dell’alternanza scuola-lavoro

Oggi, per quanto strano possa sembrare, sarò brevissimo.
Il prof. Barbero ha condensato in pochi minuti e nei toni giusti, ciò che avrei voluto dire questa settimana.
Allora ho pensato che valesse più che altro la pena lasciarvi alle sue parole che condivido tutte e totalmente.
Sono notevolmente incavolato pure io, by the way.

Voi che dite? Scrivetemelo pure nei commenti (lo so che è una roba da vecchi bloggatori, ma magari per una volta possiamo tornare al passato).

Forse beccata l’acqua su Europa, una delle lune di Giove

Fusilli o garganelli? Ovviamente io dicevo da mangiare a pranzo oggi, mica per il titolo. Per carità, non dico che non possa essere affascinante mangiare un piatto di garganelli al ragù su Europa, una delle lune di Giove; però magari preferisco assaporare due forchettate sulla Terra.

Nel frattempo, però, l’acqua su Europa mi sa l’hanno misurata davvero. Avevamo già un’idea abbastanza precisa della situazione, a dire il vero: i dati raccolti finora in tutti questi anni ci indicano che sotto la superficie di Europa ci debba essere un oceano d’acqua. Inoltre, sempre negli anni passati, sono stati beccati dei getti (geyser) che da sotto la superficie sembrerebbero emergere. E, più o meno un anno fa, eravamo rimasti a questo.

In un articolo scientifico pubblicato il 18 novembre 2019, Paganini e compagni hanno comunicato a tutto il mondo di aver identificato i segni della presenza di vapore acqueo nei pressi della superficie di Europa. Vediamo meglio di che si tratta.

Paganini et al. hanno osservato Europa per 17 notti con il telescopio Keck che si trova a Mauna Kea, nelle Hawaii tra febbraio 2016 e marzo 2017.

Il telescopio Keck è uno strumento molto buone per beccare emissione di luce infrarossa. Voi direte: ma perché hanno usato questo telescopio per studiare Europa? Perché, come detto, questa storia dell’acqua su Europa ronza da parecchio tempo nelle orecchie della comunità astrofisica; e quando la luce del Sole becca delle molecole d’acqua da qualche parte, le interazioni tra acqua e luce fanno saltare fuori della luce infrarossa di una particolarissima frequenza. Ovvero: se uno becca quel tipo di luce infrarossa allora può dire, con ragionevole certezza, di aver misurato dell’acqua.

Ora: Paganini e compagni non hanno osservato proprio niente del genere per 16 notti su 17. Però, in una notte di osservazione, il 26 aprile 2017, quella luce sembrerebbe essere stata beccata davvero.

Con un po’ di modelli teorici confrontati con i dati, alla fine Paganini et al. hanno ottenuto che quella luce infrarossa misurata il 26 aprile 2017 fosse dovuta a circa 2000 tonnellate d’acqua su Europa, così, di botto.

Sia chiaro: non è stato osservato un getto d’acqua vero direttamente e comunque stiamo parlando di un unico evento davvero beccato su 17 notti. Gli astrofisici hanno puntato il telescopio su Europa e, in un’unica occasione, hanno beccato un segnale compatibile con la presenza di (tanta) acqua su Europa.

Se assumiamo che le cose siano proprio così, magari dopo aver controllato per bene i dati, la fase successiva è capire da dove sia uscita quest’acqua. Una ragionevole ipotesi è: beh, ci deve essere stato probabilmente un getto d’acqua proveniente da sotto la superficie di Europa.

Sebbene non possiamo avere (oggi) la certezza che sia accaduto proprio questo, tuttavia ci può anche stare viste le osservazioni precedenti. Cioè, non sarebbe una cosa assolutamente imprevedibile o estremamente sorprendente. L’aggettivo giusto per questa scoperta (se confermata) sarebbe: eccitante.

Eccitante perché nei prossimi anni una sonda NASA partirà alla volta di Europa proprio per studiare con massima attenzione questo mondo affascinante.

La sonda si chiama Europa Clipper e si dedicherà allo studio di Europa e del suo oceano sotterraneo (e non solo).
Nei piani della missione Europa Clipper sono previsti 45 passaggi ravvicinati tra i 2700 km e i 25 km di altitudine: Europa Clipper ci porterà davvero molto vicino alla superficie di Europa e quindi, inevitabilmente, ai getti d’acqua. Sarà una grande occasione per confrontare i dati osservati da Paganini et al. con dati presi di prima mano dalla sonda.

Inutile dire che la curiosità più grande di tutte è quella di scoprire che cavolo c’è in quell’oceano sotto la superficie. Ci sarà vita? Boh, chissà. Però può essere, perché no. L’importante è poterne parlare dati alla mano (magari dopo aver discusso per bene sulla qualità dei dati, ma questa è un’altra storia). Nel frattempo, ci teniamo tutti gli indizi e creiamo un hype clamoroso sulla futura missione NASA verso Europa.