Finalmente trovato quello stronzio cosmico!2 min di lettura

No vabbè, scusate: non ho resistito con il titolo, ci stava troppo. Ma la verità è che quella che sto per raccontarvi è una storia davvero molto bella, che potete raccontare anche voi ai vostri amici quando capita la giusta occasione (e verso la fine del post capirete quale può essere l’occasione migliore).

Dunque, la notizia è questa: vi ricordate GW170817? Si tratta del segnale di onde gravitazionali che poi risultò essere una kilonova, uno scontro tra due stelle di neutroni.

Già all’epoca fu dato molto risalto alla notizia, soprattutto perché era la prima volta che osservavamo lo stesso fenomeno astrofisico con due tipologie di dati diversi, nella fattispecie onde gravitazionali e raggi gamma.

La cosa bella dell’astrofisica è che i dati sono continuamente analizzati: vuoi per confermare i risultati trovati in precedenza, vuoi per studiare nuovi fenomeni. Comunque ci si mette le mani di continuo.

GW170817 non fa eccezione. Gli astrofisici del Very Large Telescope (VLT) in Cile hanno osservato GW170817 con lo strumento X-shooter. Malgrado il nome, con lo strumento X-shooter non si osservano i raggi X, bensì un intervallo di frequenze luminose che vanno dall’ultravioletto all’infrarosso, cioè uno spettro un po’ più ampio di quello della luce visibile.

X-shooter è uno spettrografo: cioè prende la luce di una sorgente astrofisica e la divide in tutte le sue frequenze, appunto dall’ultravioletto all’infrarosso. Questa cosa è utile perché gli atomi possono assorbire ed emettere luce solo a certe particolare frequenze. Quindi con uno spettrografo possiamo studiare quali atomi ci sono nell’universo.

Esempi di spettri atomici riconoscibili dalle righe di assorbimento ed emissione: idrogeno (H), sodio (Na), mercurio (Hg)

Una buona parte degli atomi che conosciamo si formano dentro le stelle molto massicce. Questo accade per gli atomi dall’elio al ferro. Gli atomi più pesanti del ferro si producono in condizioni ancora più estreme di quelle del centro di una stella molto grossa. Per esempio, nel caso di GW170817, che è una collisione di due stelle di neutroni, si formano elementi molto pesanti, tipo l’oro e il platino.

Infatti le stelle di neutroni sono fatte, appunto, di neutroni. Quando due stelle di neutroni collidono, quindi anche i neutroni collidono. E si formano atomi con un gran numero di protoni e neutroni in tutto quel trambusto.

Oltre all’oro e al platino, in una kilonova, gli astrofisici hanno sempre pensato si potesse formare dello stronzio, elemento numero 38 della tavola periodica degli elementi (quindi lo stronzio ha 38 protoni nel suo nucleo).

Grazie ai dati di X-shooter ora abbiamo una conferma: una kilonova sforna lo stronzio. O, se volete, questo tipo di atomi si formano in questi eventi catastrofisici come le collisioni di due stelle di neutroni.

Sulla Terra, nella vita di tutti i giorni, lo stronzio è molto usato per i fuochi d’artificio e fornisce quel colore rosso brillante che vediamo durante gli spettacoli pirotecnici.

Ma ci pensate? Quel rosso che esplode nei nostri cieli durante le feste proviene dallo scontro frontale di due stelle di neutroni avvenuto a chissà quale distanza da noi, qualche miliardo di anni fa.

Ecco la storia che potete raccontare: quello stronzio ha girato tutto l’universo per finire nei fuochi d’artificio della festa del patrono del vostro paesino. Non una gran fine, vero. Ma del resto, era pur sempre stronzio!


Qui il comunicato stampa ESO

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