È stata (forse) scoperta una cometa interstellare2 min di lettura

Dopo ‘Oumuamua, a quanto pare abbiamo un nuovo ospite nel nostro Sistema solare: l’oggetto ha un nome, C/2019 Q4 (Borisov), è dovrebbe essere una cometa. Il condizionale in questi casi è d’obbligo: quando avremo dati più precisi nelle prossime settimane potremo tirare le somme (e vi terrò aggiornati, promesso).

Ma intanto, raccontiamo questa storia.

La scoperta di Borisov: una nuova cometa

Gennady Borisov è un ingegnere e anche un astronomo dilettante. Ha costruito un telescopio e lo usa presso il Crimean Astrophysical Observatory di Nauchnij, in Crimea.

Borisov e la sua attrezzatura.

Il 30 agosto 2019, durante una serata di osservazione, scopre un nuovo oggetto celeste nella costellazione del Cancro. Borisov nota, durante l’osservazione, che l’oggetto ha anche una coda e quindi lo classifica come una cometa.

Una cometa speciale, però

Quando si scopre un nuovo oggetto, la prima cosa da fare è calcolarne l’orbita. Ecco, questa non è una cosa facile.

Un oggetto celeste si muove in cielo in qualche modo per colpa della gravità degli altri oggetti. Il modo in cui interagisce gravitazionalmente determina l’orbita. Per esempio, giusto per dirne uno, non sappiamo a priori quanto l’orbita sia inclinata rispetto al nostro punto di vista.

Allora si fa così: si mettono nei calcoli dell’orbita un po’ di parametri ragionevoli, dettati magari dalle primissime informazioni in possesso. Dopo aver fatto ciò si calcola l’orbita, si confronta con le osservazioni successive dell’oggetto celeste e si vede si ci abbiamo beccato.

Naturalmente ho semplificato moltissimo giusto per farvi capire, più o meno l’idea è questa. Ciò vuol dire che man mano che passeranno i giorni, tenendo di continuo sott’occhio la cometa, dovremmo conoscere sempre meglio la sua orbita.

Ma i primissimi dati già ci dicono una cosa importante: l’orbita della cometa scoperta da Borisov è iperbolica. Che vuol dire?

A grandi linee, possiamo pensare a tre tipi di orbite: ellittica, parabolica, iperbolica.

I tre tipi di orbite (Crediti: Stamcose / CC BY-SA 4.0)

I tre tipi di orbite si distinguono per una caratteristica principale: l’eccentricità. Ecco, l’eccentricità è uno di quei parametri fondamentali che vi dicevo prima per il calcolo dell’orbita. Un’orbita ellittica ha come eccentricità un valore minore di uno; un’orbita parabolica ha eccentricità uguale a uno; un’orbita iperbolica ha eccentricità maggiore di uno.

Un’orbita ellittica è un’orbita chiusa in cui l’oggetto celeste non ha una velocità sufficiente a sfuggire alla gravità del Sistema solare (per esempio è il caso dei pianeti); un’orbita iperbolica è un’orbita aperta in cui l’oggetto celeste ha invece una velocità maggiore di quella necessaria per sfuggire alla gravità del Sole (per esempio, le sonde che mandiamo fuori dal Sistema Solare). L’orbita parabolica invece è un caso particolare perché l’oggetto celeste ha esattamente la velocità minima necessaria per sfuggire al Sole (ma non sfugge poi alla fine).

Nel caso della cometa di Borisov, i primissimi dati danno un’eccentricità di 3,2. Quindi, un’orbita iperbolica e in avvicinamento verso il Sole.

Questo vorrebbe dire una cosa sola: la cometa di Borisov proviene dallo spazio interstellare, non fa parte del Sistema solare. E si sta muovendo per abbandonarci, inoltre.

Una possibile orbita della cometa scoperta da Borisov (in bianco) rispetto al Sole e ai pianeti del Sistema solare (quel groviglio al centro della gif) – (Crediti: NASA/JPL)

Quindi che cosa succederà ora?

Nei prossimi mesi sarà fondamentale studiare la cometa per confermare ciò che abbiamo detto finora. Solo la continua osservazione del moto della cometa di Borisov ci fornirà i dettagli che ci interessano.

Restando con l’ipotesi che sia un oggetto interstellare, nei prossimi mesi la cometa si avvicinerà sempre più al Sole per poi allontanarsi di nuovo e sfuggire per sempre al Sistema solare. I calcoli preliminari (quindi da prendere con le pinze) prevedono per la cometa di Borisov la massima vicinanza al Sole intorno i primi 10 giorni di dicembre 2019.

Osservare questo oggetto sarà importantissimo. Abbiamo per la prima volta, probabilmente, l’occasione di studiare un oggetto interstellare che si comporta come una cometa. Da quello che osserveremo magari capiremo com’è fatto di preciso, da cosa è composto, come si comporta.

Magari, chissà, avremo una grande occasione per imparare qualcosa di nuovo sullo spazio interstellare che ci circonda. Vedremo, siamo pronti.

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