Anno 1572: quella volta che in cielo apparve una nuova stella ed era una supernova2 min di lettura

Nei primi giorni di novembre del 1572, in cielo apparve una nuova stella: era una supernova. Ciò che vediamo oggi è una grossa nube di gas che si espande nello spazio come un broccolo (guardate l’immagine qui sotto).
Uno spettacolo? Certo, ma anche una roba pericolosa.

Oggi sappiamo che SN 1572 (l’abbiamo chiamata così perché la fantasia la danno in omaggio con laurea in astrofisica) è una supernova di tipo Ia. Infatti, sebbene il termine supernova ci faccia subito pensare a una stella che esplode, nel caso di SN 1572 le cose sono più complicate di una stella molto massiccia che esplode.

Quando va in scena una supernova di tipo Ia, le attrici sono due: una stella normale e una nana bianca. Abbiamo dunque a che fare con un sistema binario, cioè due corpi che orbitano l’uno attorno all’altro.

Se per quanto riguarda la stella normale i dubbi sono pochi, vediamo invece meglio che cos’è una nana bianca.
Quando una stella tipo il Sole esaurisce la sua capacità di generare reazioni di fusione nel suo nucleo, avvengono una serie di processi che alla fine portano all’espulsione nello spazio circostante del gas che si trova negli strati più esterni della stella. Ciò che resta è il nocciolo inerte della stella fatta di nuclei atomici di carbonio e ossigeno ed elettroni. Questo nocciolo è una nana bianca, un oggetto molto denso e con un campo gravitazionale molto intenso (questa informazione ci servirà tra poco).
In una nana bianca gli elettroni giocano un ruolo fondamentale: tengono in piedi tutta la baracca. Il punto è che di solito la pressione della materia si oppone al peso di un altro oggetto senza troppe fisime. È un po’ come la vendemmia fatta con i piedi: nella tinozza una volta si premeva con i piedi, ma comunque l’uva, con la sua pressione, sorreggeva il peso della persona e poi un brindisi alla salute!

In una nana bianca però siamo a densità più elevate di quelle di una tinozza d’uva, e la pressione degli elettroni funziona più come un cinema: solo che, anziché le poltrone, ci sono dei divanetti a due posti. Infatti, per gli elettroni vale il principio di esclusione di Pauli: in un certo stato fisico non ci possono essere più di due elettroni insieme. Quindi tutti gli elettroni della nana bianca vanno a occupare a coppie i divanetti del cinema; anche se magari c’è spazio su un divanetto, niente, un elettrone non può andare su un divanetto già occupato da altri due elettroni. Mamma che ansia, non vorrei mai essere un elettrone quando uscirà il nuovo film di Tarantino.
Comunque, con questo meccanismo si crea una sorta di struttura molto robusta con cui una nana bianca si regge in piedi e sostiene il suo peso.

Ma anche questa situazione è precaria. Se infatti una nana bianca si trova vicino a una stella più o meno normale, allora inizia a succhiarle il gas. Questo gas cade sulla nana bianca e aumenta la quantità di elettroni che vanno in cerca di divanetti. A un certo punto, quando la massa della nana bianca sta per raggiungere un valore critico (circa 1,4 volte la massa del Sole), ecco che il cinema crolla e la nana bianca esplode.

BOOM.

Ecco, questa è una supernova di tipo Ia: bella, ma non ci vivrei insomma. Meglio il Molise.

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