La storia delle galassie in un’unica immagine ottenuta con il telescopio spaziale Hubble1 min di lettura

In questa immagine ottenuta da Hubble Space Telescope c’è tutto quello che Instagram non vi darà mai in una vita, e cioè:
– 7500 scatti e 16 anni di osservazioni;
– 265 000 galassie;
– un viaggio nel tempo di 13,3 miliardi di anni, da 500 000 anni dopo il Big Bang a oggi.

L’area di cielo che copre questa immagine è più o meno grande come l’area coperta dalla Luna piena. Per vedere a occhio nudo le galassie più deboli e lontane di questa immagine, i nostri occhi dovrebbero essere 10 miliardi di volte più potenti e l’ultima fila di lettere della tabella dell’oculista muta.

In questa immagine ci sono galassie osservate dall’ultravioletto all’infrarosso. Questo ampio spettro di osservazione è necessario perché l’espansione dell’universo stira la luce emessa dalle galassie lontane e una galassia che emette luce ultravioletta noi la vediamo nell’infrarosso, per esempio. Un po’ come quando tiriamo con i denti un supplì per far filare la mozzarella, per capirci.

Con questa immagine che ci permette di vedere tante galassie così differenti in diverse fasi dell’universo, abbiamo la possibilità di studiare l’intera storia dell’evoluzione delle galassie. È come se un alieno arrivasse oggi sulla Terra e volesse studiare in un giorno solo l’evoluzione degli esseri umani: si troverebbe bimbi, adulti, anziani e potrebbe provare a capire, pur non studiando l’evoluzione di una singola persona, come funziona il ciclo della nostra vita.

In più, con tutte queste galassie, si potrà provare a creare una mappa delle distanze di queste galassie lontane: se misuriamo bene le distanze di tanti oggetti lontani, possiamo provare a capire meglio come si espande l’universo. Se non mi credete pensate a quando vi siete appena seduti sul divano e avete lasciato la bevanda ghiacciata sul tavolo. Appunto.

Ma mica è finita: la prossima generazione di telescopi spaziali, come WFIRST e James Webb Space Telescope andranno molto oltre le prestazioni di Hubble Space Telescope.

In astrofisica è ogni volta così: quando guardiamo il cielo e facciamo passi in avanti, in realtà siamo sempre solo all’inizio.