Potrebbe essere stato misurato per la prima volta un terremoto su Marte2 min di lettura

La NASA ha riportato la notizia secondo cui dai dati della sonda InSight su Marte sarebbe stato rilevato il primo terremoto sul pianeta rosso (o, se volete, martemoto).

Il segnale è stato ottenuto dal sismometro SEIS, uno degli strumenti che InSight ha sganciato e poggiato sulla superficie di Marte.

Questo scatto mostra il momento in cui il braccio meccanico della sonda InSight ha poggiato il sismometro SEIS sulla superficie di Marte, il 19 dicembre 2018. (Crediti: NASA/InSight)

Non siamo ancora sicuri si tratti di un terremoto marziano, però molto probabilmente il segnale è dovuto a qualche fenomeno che è accaduto sotto la superficie di Marte, da cui l’ipotesi del terremoto.

Il segnale misurato da SEIS

Nel brevissimo video qui sotto è mostrato il segnale misurato (indicato con LIKELY MARSQUAKE) messo a confronto con il segnale dovuto al vento marziano (MARS WIND) e il segnale registrato dal movimento del braccio robotico (ROBOTIC ARM). Il suono che sentirete è stato reso udibile all’orecchio umano, perché se foste su Marte non sentireste nulla con il semplice supporto di un orecchio umano.

Il segnale è stato registrato il 6 aprile 2019, giorno 128 della missione InSight (anzi Sol 128, visto che i giorni marziani sono chiamati Sol).

Sebbene questo sia il primo segnale di un probabile terremoto marziano, esso comunque non è il primo segnale in assoluto registrato dal sismometro SEIS. Un primo segnale infatti era stato già registrato il 14 marzo 2019 (Sol 105), ma si trattava di un segnale troppo debole; stessa cosa per i segnali registrati più di recente, il 10 aprile (Sol 132) e l’11 aprile 2019 (Sol 133). Naturalmente, anche questi tre eventi con segnale più debole sono ancora sotto esame per determinare l’origine di ciò che è stato misurato.

I terremoti marziani ci parlano di Marte

Se il segnale del 6 aprile 2019 fosse confermato come quello di un terremoto marziano allora sarebbe una notizia davvero molto importante.

Infatti le onde sismiche possono viaggiare per lunghe distanze nell’interno di un pianeta e attraversare i materiali di cui è composto un pianeta (questo vale non solo su Marte, ma anche sulla Terra). Ciascun materiale ha il suo modo di interagire con le onde sismiche: per questo, studiare i terremoti su Marte può dirci davvero molto su com’è fatto il pianeta rosso al suo interno. Tra l’altro, la NASA non ha fatto le cose a caso: la zona di atterraggio di InSight su Marte è nei pressi del monte Elysium, una regione che potrebbe essere stata molto attiva per quanto riguarda vulcani e terremoti nel recente passato, da 1 a 10 milioni di anni fa, un lasso di tempo molto breve se si considerano i tempi di formazione ed evoluzione dei pianeti (che si contano in miliardi di anni).

Una sfida per gli ingegneri

Già non è facile misurare i terremoti sulla Terra, figurarsi su Marte. Infatti il sismometro SEIS è una bella sfida, non c’è dubbio.

Come avete già visto dalla prima foto di questo post, il sismometro SEIS è coperto da una specie di scudo: questo perché su Marte ci sono tempeste di sabbia e forti escursioni termiche tra giorno e notte (si arriva fino a 94 gradi Celsius di differenza). Questo della temperatura è il problema più grosso: i sismometri sono molto sensibili alle variazioni di temperatura. Per questo SEIS è stato necessario isolare tutte le parti più sensibili del sismometro con un complesso sistema di sfere in grado di fare ciò.

Come direbbe qualcuno, oh ragassi, stiamo cercando di misurare i terremoti su Marte, mica siam qui a rompere le noci a Cip e Ciop.