Beppe Grillo e la materia oscura4 min di lettura

Il blog di Beppe Grillo, probabilmente il sito web più seguito in Italia, il giorno 10 aprile 2018 ha pubblicato questo articolo (il link è alla pagina di Web Archive) qui:

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Uno legge il titolo e pensa: cavolo, una notizia bomba di astrofisica sul blog di Beppe Grillo e a me è sfuggita del tutto!

Sopreso e colpito al cuore da questa faccenda inizio subito a leggere l’articolo.

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Nell’articolo c’è scritto che per spiegare l’espansione accelerata dell’universo bisogna trovare qualcosa che “respinge lo spazio”. Ma che vuol dire? Come se fosse antani? (Se volete saperne di più sull’accelerazione dell’universo andate qui)

Ma il bello viene più in basso: secondo Beppe Grillo (dico secondo lui perché l’articolo non presenta una firma e il blog è suo) il totale delle componenti che ci sono nell’universo è 27% + 5% + 70% = 102%. Punto, game, set, vittoria a zero.

Inoltre, sempre secondo i dati elencati da Beppe Grillo nell’articolo sul suo blog, le componenti di cui sappiamo poco o niente sono 27% + 70% = 97% ma nell’articolo c’è scritto che ciò che non possiamo vedere e che ci sfugge completamente è il 90%. I conti non tornano, e neanche i marchesi.

Vabbè, direte voi, s’è sbagliato, capita.

Infatti andiamo avanti.

La notizia di questo articolo apparso, lo ripeto, il 10 aprile 2018 su beppegrillo.it sarebbe che due astrofisici Mike Hudson e Seth Epps avrebbero catturato (finalmente, dice Grillo) la prima immagine della materia oscura, quella che si vede anche in apertura dell’articolo sul blog di Grillo.

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Poi dopo ci torniamo sulla “rete di colore rossastro” (sic). Intanto: come avrebbero fatto a produrre questa immagine? Grazie al lensing gravitazionale. Bene. E tocca spiegarlo, però. Grillo ammette che non è una roba semplice, ma ci prova:

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Quindi, secondo Beppe Grillo, il lensing gravitazionale si ha quando c’è della massa non visibile, tipo un pianeta (?), un buco nero o materia oscura.

E allora, in conclusione Beppe Grillo dice:

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Bene, per la prima volta (sic) abbiamo osservato (sic) la materia oscura.

E voi, riuscite a capirne la portata? Chissà dove arriveremo di questo passo, signora mia.

Ora facciamo i seri

Naturalmente, quando un blog parla di tutto il rischio di combinare casini è elevato. Questa è una regola generale di Internet, secondo me. Io stesso su Quantizzando cerco di stare sempre attento a non andare oltre quello che ritengo di aver studiato abbastanza bene (per esempio sulla fisica delle particelle meglio rivolgersi al blog di Marco Delmastro che si va sul sicuro).

Detto questo, Beppe Grillo ha preso una bidonata di dimensioni non trascurabili, chiunque sia il vero autore dell’articolo su beppegrillo.it.

Prima di tutto: lo studio scientifico a cui Beppe Grillo si riferisce è stato pubblicato su MNRAS (autorevole giornale di astrofisica) nel luglio 2017 (ecco il link all’articolo scientifico) e non una settimana fa.

Vabbè, direte voi, un ritardo di quasi un anno che sarà mai. Appunto, magari fosse solo quello (abbiamo già visto qualche errorino sulle percentuali, infatti, ma sono io pignolo).

Se si sfoglia l’articolo scientifico, nell’introduzione si legge che “Several authors have reported the detection of a dark matter filament connecting individual massive clusters using weak lensing“, cioè “diversi autori hanno riportato l’osservazione, tramite lensing gravitazionale debole, di un filamento di materia oscura che connette singoli ammassi di galassie”.

Ah sì? Allora Beppe Grillo ha preso una cantonata, perché non è vero dunque che si tratta della prima immagine della materia oscura. Voglio dire, lo riportano proprio Hudson e Hepps nel loro articolo! Infatti, viene riportato che le prime osservazioni di questo genere sono state già fatte nell’ormai lontano 2012 (link all’articolo pubblicato su Nature).

E allora che cosa hanno fatto Hudson e Epps? Le osservazioni del 2012 e subito seguenti si sono concentrate sul provare a osservare filamenti di materia oscura tra due e solo due ammassi di galassie; in questo modo il segnale osservato è molto debole, per questo Hudson e Epps hanno pensato bene di fare qualcosa di molto intelligente. I due astrofisici hanno preso il segnale da 23 mila coppie di ammassi di galassie e hanno sovrapposto tutti i segnali in modo da aumentare il segnale stesso. Si può fare, è una tecnica che viene spesso usata in astrofisica ed è chiamata “stacking”.

Ecco la svolta del lavoro di Hudson e Epps, non il fatto che sia la prima immagine della materia oscura. Tornando come promesso alla “rete di colore rossastro” di sopra, tra l’altro vorrei precisare, qualora fosse necessario, che si tratta ovviamente di una mappa a falsi colori, non è che la materia oscura è rossa, visto che non emette luce:

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La mappa a falsi colori prodotta da Epps e Hudson. Crediti: Epps-Hudson, University of Waterloo

E poi: la teoria della relatività di Einstein dice che il lensing gravitazionale avviene quando tra noi e le galassie lontane c’è massa. Massa, qualsiasi tipo di massa, non solo quella “non visibile” (per chi volesse saperne di più sul lensing, consiglio di andare qui oppure qua).

La responsabilità di fare attenzione

Insomma, quando si ha un blog letto da milioni di persone, bisogna un attimo stare attenti. Soprattutto quando l’argomento trattato in un articolo non è proprio, diciamo così, l’argomento forte del blog.

Mettiamoci nei panni di qualcuno che finisce su quell’articolo di Beppe Grillo sulla materia oscura. Innanzitutto legge una notizia di un anno fa che viene spacciata come nuova. Poi legge una notizia che non è una notizia, o almeno possiamo dire che titolo e contenuto dell’articolo sono abbastanza fuorvianti. Poi, per un articolo così breve, la quantità di errori presenti è non trascurabile.

Di certo, il fatto che non ci sia la possibilità di commentare l’articolo lascia un po’ perplessi, visto che avrebbe dato modo a chi si è magari già accorto degli errori di segnalarli. Io credo che non dare almeno una possibilità ai propri lettori di interagire è una scelta discutibile ma ognuno fa quel che vuole, ovviamente.

E quindi? Forse non sembra, ma siamo di fronte a un problema. Tutti i blog devono stare attenti a ciò che scrivono, nel senso che bisognerebbe sempre stare attenti a controllare le fonti. Un blog, poi, che ha svariati milioni di lettori, credo debba stare attento ancora di più. Se milioni lettori decidono di usare un posto come riferimento per notizie e fatti poi chi gestisce il sito dovrebbe avere la responsabilità di tenere il livello a regimi sempre molto alti. Non è una questione di fake news o altro: è semplicemente una questione di affidabilità, una caratteristica imprescindibile per un blog che si pone da intermediario tra fatti e pubblico (a prescindere che sia un sito di news o un sito divulgativo o un gran calderone). Non si può scrivere una notizia tanto per scriverla: non si può fare in generale, figurarsi con milioni di lettori pronti a leggere ciò che hai scritto.

Poi, certo, si può anche sbagliare, siamo tutti esseri umani. Può capitare di prendere una cantonata, per una volta nessuno ne fa un problema, sono cose che capitano. L’importante è avere poi l’accortezza di correggere e segnalare la correzione fatta.

Accadrà anche per questo articolo sulla materia oscura del blog di Beppe Grillo? Spero di sì, non vedo l’ora di aggiungere un edit a questo mio post in tal senso.