Pianeti extra-solari da guardare

La cosa che distrugge spesso molti sogni riguardo i pianeti extra-solari è il fatto che sono lontani e non riusciamo ad avere immagini ben definite.
Ebbene, un team di astrofisici, capitanato da Maxwell Millar-Blanchaer, studente PhD del Dunlop Institute for Astronomy and Astrophysics dell’Università di Toronto, è riuscito ad ottenere quella che, al momento, è la migliore visualizzazione del movimento di un pianeta attorno ad una stella che non sia il Sole. Qui trovate l’articolo scientifico, mentre qui c’è il comunicato stampa (sono entrambi in inglese, ma è per questo che è ho scritto un post su Quantizzando!).
Il pianeta in questione si chiama Beta Pictoris b (dove Beta Pictoris è il nome della stella) e tale sistema extra-solare è noto sin dal 2008. Beta Pictoris b è un pianeta molto grande, circa dodici volte la massa di Giove (il quale ha una mass circa 300 volte quella della Terra!).
Quello che state per vedere è il risultato di immagini riprese nell’arco di tempo tra Novembre 2013 e Aprile 2015 dallo strumento Gemini Planet Imager montato sul Gemini South Telescope in Cile. Dunque, ecco qua:


Insomma, praticamente abbiamo un nuovo compagno per il satellite NASA Kepler che osserva il transito dei pianeti extra-solari, studiando la diminuzione di luce della stella madre. Gemini Planet Imager punta ad osservare direttamente i pianeti extra-solari. Per esempio, proprio lo scorso agosto è stato annunciato il primo pianeta extra-solare scoperto con il Gemini Planet Imager, chiamato 51 Eri b e ciò che è stato osservato è stato questo:

Il pianeta è quel puntino vicino alla “b”.

Certo, non vedremo boschi e praterie su altri pianeti ma devo dire che la faccenda è piuttosto eccitante. Inoltre come riportato sul sito del Gemini Observatory, l’obiettivo è osservare almeno 6000 stelle nei prossimi tre anni.
Una cosa è certa: con la ricerca dei pianeti extra-solari non ci si annoia affatto.

Una mappa del Sistema Solare nel deserto

Se siete abituali lettori di Quantizzando, non dovrebbe meravigliarvi la mia consueta voglia di puntualizzare il concetto secondo cui, a mio avviso, uno dei problemi principali del raccontare l’universo è la capacità di permettere la visualizzazione delle enormi distanze in gioco tra i vari corpi celesti.
Certo, ci sono le galassie e gli ammassi di galassie che sono lontanissimi e separati da distanze inconcepibili alle nostre menti. Tuttavia non c’è bisogno di spingersi così oltre.
Per esempio, in passato avevo già condiviso con tutti voi una meravigliosa mappa del Sistema Solare che io stesso avevo definita seria. E infatti lo era; per chi volesse rivederla, basta cliccare qui.

Ma oggi ho visto qualcosa che, senza nulla togliere alla mappa seria di cui ho appena parlato, mi ha davvero entusiasmato. Si tratta di un video (che potete trovare su Vimeo) ideato da Wylie Overstreet e Alex Gorosh dove i due ragazzi si sono trovati a ragionare proprio sul problema che citavo prima: rendere accessibile la visualizzazione delle distanze in gioco nell’universo.


Il video è in inglese ma di comprensione davvero semplice anche per chi non dovesse conoscere la lingua. Provando a riassumere, l’idea dei due ragazzi è stata quella di creare una mappa reale del Sistema Solare nel deserto del Nevada con tanto di proporzioni rispettate. Voi direte: ma perché nel deserto? Ecco, questo è proprio il punto: anche volendo creare soltanto una mappa, le dimensioni in gioco nel nostro Sistema Solare sono così enormi che c’è davvero bisogno di un ampio spazio libero da qualsiasi infrastruttura naturale e artificiale.

Così i nostri eroi hanno creato una delle più belle mappe che io abbia mai visto, anche solo per l’aspetto pienamente umano della faccenda, ovvero lo stupore davanti alle gigantesche dimensioni dell’universo in cui viviamo, senza parlare, aggiungo io, dell’orrenda corsa di cui l’umanità è spesso protagonista per accaparrarsi piccoli pezzettini del nostro pianeta, il quale, dopotutto, non è nient’altro che una piccola biglia che gira attorno al Sole. Ma quest’ultima è solo una mia considerazione personale, quindi lasciamo perdere.
Comunque, ovviamente non potevo non condividere questo meraviglioso video con voi, qualora non l’aveste ancora visto. Ecco qua dunque e, lasciatemelo dire: wow…

To Scale: The Solar System from Wylie Overstreet on Vimeo.

Quanto ne sai di Astronomia?

Il titolo di questo post è volutamente provocatorio. Nel senso che ho deciso di istituire, senza alcuna pretesa di sostituirmi a ben noti istituti di statistica, un piccolo sondaggio tra tutti coloro che avessero un quarto d’ora libero a disposizione. Il quiz, se così vogliamo chiamarlo, consiste di 15 domande molto tranquille su nozioni di base dell’astronomia. Ovviamente, volendo uno potrebbe anche barare nel rispondere alle domande; ma il punto non è prendere 10 e lode (anche perché il quiz è totalmente anonimo), piuttosto guardarci tutti in faccia e, una volta che un congruo numero di persone avranno provato a rispondere alle domande, capire com’è la situazione in Italia (più o meno, eh). Naturalmente, ho fatto una selezione di domande di astronomia di base fidandomi soltanto del mio modesto, insindacabile e autoritario (sto scherzando) parere.
Insomma, vediamo come vanno le cose. Sono sicuro che non rimarrò deluso dalla vostra attenta e onesta (statisticamente parlando) partecipazione.

Per quanto riguarda le vere risposte, facciamo così. Dunque, dobbiamo decidere un giorno in cui il sondaggio verrà chiuso. Visto e considerato che Quantizzando viene spesso raggiunto con ritardo da nuovi potenziali amici/lettori, direi che con l’obiettivo di arrivare ad un buon numero di partecipanti, idealmente terrei aperto il quiz fino al 31 Dicembre 2015, come le migliori scadenze delle raccolte punti, insomma. Con la differenza che qua non si vince nulla, se non una più approfondita (forse, speriamo!) conoscenza della situazione della divulgazione scientifica, riguardo l’astronomia in particolare, in Italia. Ovviamente, qualora ci fosse una super massiccia partecipazione, potremmo anche andare a vedere i risultati in anticipo. Poi magari va a finire che ho scelto domande troppo facili o troppo difficili: insomma vedremo un po’.

Nel frattempo, buon quiz e, davvero, grazie di cuore per sopportarmi anche in questa cosa. Tuttavia sono sicuro che, una volta concluso questo esperimento sociale, avremo nuovi spunti di riflessione su cui ragionare magari tutti insieme (sarebbe davvero un enorme piacere per me).
Se il form qui sotto non dovesse funzionare, andate su questo link (e condividetelo, magari):
http://goo.gl/forms/ScQ62cI3ve

Mi raccomando: fondamentale sarà il supporto di ognuno di voi. Fate girare questo post o condividete il link qui sopra. Grazie, vi voglio bene!