Il vestito della discordia

Beh, forse nel titolo ho esagerato. E comunque il vestito in questione è il seguente:

Il fatto è che su internet, su Tumblr per la precisione, qualcuno ha postato questa immagine di questo vestito per chiedere aiuto: praticamente un gruppo di amici non riusciva a mettersi d’accordo sul colore del vestito. Il dubbio amletico era: bianco con merletti oro oppure blu con merletti neri? Infatti alcuni amici della comitiva lo vedevano bianco/oro mentre altri blu/nero.

E voi? Di che colore è il vestito secondo la vostra opinione?

Dunque, secondo il sondaggio fatto in rete, circa il 70% lo vede bianco/oro mentre i restanti lo vedono blu/nero.
Detto questo, posso dire la verità: il vestito è blu/nero. Infatti ecco la dimostrazione di ciò, in una foto che ritrae proprio quel vestito:

FONTE: Daily Mail

No amici, non sto scherzando! E siccome questo è un blog di scienza proveremo a capirci qualcosa di più. In realtà su YouTube c’è un video che spiega molto bene cosa accade.

Insomma si tratta di come il nostro cervello interpreta i colori rispetto alle condizioni di luce circostanti. L’immagine qui sotto può aiutarci a capire che succede: se il vostro cervello ritiene che il vestito sia nell’ombra (riquadro alla vostra sinistra dell’immagine qui sotto) allora lo vedrete bianco/oro; al contrario se per il vostro cervello il vestito è troppo illuminato allora l’interpretazione sarà di un colore blu/nero:

FONTE: NewYorkTimes

Praticamente è il nostro stesso cervello che ci sta ingannando!
In realtà il cervello semplicemente si è evoluto in maniera tale da interpretare il mondo intorno a noi in questa maniera. Per farvi capire per bene la questione, ripropongo questo video (che avevo già inserito in un post di Quantizzando un anno fa circa) riguardo una situazione del genere, cioè una situazione in cui l’illuminazione dell’ambiente circostante porta il nostro cervello a cadere in una trappola (di luce!):

Visto? Davvero davvero incredibile!

Per finire, io sono uno di quelli che a primo impatto ha visto il vestito bianco e oro (adesso non ci riesco più: lo vedo blu e nero!).
Quindi mi sono messo a giocare con un semplice software fotografico (Shotwell su Ubuntu) per vedere se, cambiando la luce nella foto, potevo recuperare l’informazione riguardo ai colori veri, cioè blu e nero. Ho solo giochicchiato con l’esposizione e la saturazione della foto e mi rimetto nelle mani di esperti più seri per ulteriori analisi, tuttavia ecco cosa ho trovato con i dettagli usati da me, per chi volesse lasciare un commento/suggerimeno o volesse provarci a farlo meglio:

D’altronde, il cervello non inganna solo con i colori, ma anche con le proiezioni e con le distanze. Del resto il nostro cervello deve cercare di interpretare la realtà. E si sa, non è facilissimo!

Lo spettacolo della scienza

Ieri sera stavo facendo un giro e, stranamente (no dai, scherzo…), qui a Portsmouth (UK) il cielo era sereno. Allora ho approfittato per scattare alcune foto al cielo (non sono venute benissimo, abbiate pietà!). Infatti ieri sera si potevano vedere Venere e Marte in una sorta di abbraccio al di sotto della Luna.

Detto questo dovrei forse premettere che non sono assolutamente un professionista (anzi…totalmente principiante!) e, inoltre, che non avevo con me il treppiede (il quale mi avrebbe aiutato non poco!). Comunque vorrei condividere le foto che ho fatto (anche se non bellissime) con voi; perché, quando stamattina le ho viste sul mio computer, ho pensato che, in fondo, al di là della qualità, si tratta comunque di immagini che raccontano il moto di oggetti nel cielo. Oggetti che si muovono seguendo le leggi della gravità, le leggi della fisica. E noi, sempre usando il metodo scientifico come attestato di buona qualità delle nostre ricerche, possiamo provare a capire e, soprattutto, a predire il comportamento degli oggetti dell’universo e, magari, dell’universo stesso.

Luna e pianeti al cospetto della Spinnaker Tower di Portsmouth (UK)

La Luna e la coppia Venere-Marte vicini vicini!

 

Ancora i tre girovaghi del Sistema Solare che sovrastano la città.

 

Insomma, voglio dire che quando ieri sera ho alzato lo sguardo al cielo per vedere Venere, Marte e la Luna mi sono trovato davanti non solo un’immagine meravigliosa (che forse le mie foto non rendono a pieno…); infatti io, come tutti noi del resto, sapevo cosa stavo fotogrando, sapevo la differenza tra pianeta e satellite, e sapevo che in realtà si trattava di oggetti distanti tra loro ma che a causa di un effetto di proiezione stavo vedendo tutto come se si trattasse di un dipinto. E anche sapevo che il moto di quei puntini è regolato dalle leggi che spiegano come funziona la gravità che fa cadere i pianeti attorno al Sole, che poi è la stessa gravità che fa cadere il solito vaso d’antiquariato nelle case procurando figuracce: è sempre la gravità!

E, infine, ho pensato a quanti anni e quanti scienziati ci sono voluti con errori (servono anche quelli) e geniali intuizioni affinchè io, in quel momento, potessi arrivare ad essere consapevole della foto che stavo scattando.

Poi ho pensato a tutte le cose che ancora non sappiamo sull’universo e che sono così distanti dalla nostra quotidianeità ma che, tuttavia, siamo in grado di studiare (sempre tramite il metodo scientifico)!

C’è così tanto di cui meravigliarsi, di cui essere curiosi, da conoscere e scoprire; tante domande da porsi che attendono altrettante risposte da cercare.
La cosa, se volete assurda, è che tutto questo lo abbiamo sempre davanti ai nostri occhi (o sopra le nostre teste, se preferite) e riusciamo, purtroppo molto spesso, a dimenticarlo con soprendente facilità.

Nuovi orizzonti per Plutone

A me Plutone ricorda quel vecchio pro-zio emigrato in America; quello che chiama sempre a Natale e magari al compleanno della nonna, ma di cui persino la nonna stessa ha ricordi ingialliti a causa dell’inevitabile scorrere del tempo. Però la chiamata arriva e quindi il pro-zio deve esistere da qualche parte. L’unica cosa da fare per essere sicuri di ciò e inviare una sonda nello spazio e scattare qualche foto da vicino…ehm scusate, volevo dire prendere un aereo e andare in America a casa del pro-zio.
Anzi no, scusate, ma in questo post parliamo di Plutone e non del mio pro-zio!

Infatti la NASA ha davvero lanciato una sonda alla volta di Plutone: sto parlando della sonda New Horizons (da cui il titolo di questo post!) che intorno alla metà di luglio di quest’anno ci mostrerà qualche bella foto ravvicinata di Plutone. Ovviamente, se si andasse a trovare il pro-zio, pur sapendo che potremmo soggiornare solo per un breve periodo a casa sua, non ci limiteremmo a scattare due foto. Come minimo ci informeremmo sulla sua salute e incontreremmo la sua famiglia.

Allo stesso modo, già che New Horizons si trova da quelle parti, alla NASA hanno pensato di montarci sopra qualche altro strumento di analisi dati, oltre che ad una bella macchina fotografica. E inoltre Plutone ha dei satelliti che vale la pena conoscere…in fondo sono i nostri cuginetti!

Ovviamente nei prossimi mesi saremo “bombardati” da ulteriori informazioni su Plutone e New Horizons, quindi questo post vuole solo mettervi sul “chi va là” e non farvi trovare impreparati quando ci sarà da assimilare qualche nuova bella e interessante informazione.


Parliamo un attimo di New Horizons.
Abbiamo già detto che si tratta di una sonda della NASA. E’ stata lanciate il 19 Gennaio 2006 e dovrebbe arrivare al punto di massima vicinanza a Plutone il 14 Luglio 2015, tra qualche mese praticamente. Ma New Horizons non si limiterà solo a Plutone; c’è tutta una serie di piccoli corpi celesti da quelle parti. In particolare, già con osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble si è scoperto che Plutone ha, oltre alla già nota luna Caronte, altri piccoli satelliti: Nix, Hydra, Styx e Kerberos. Questa è una foto di qualche anno fa di Plutone scattata dal Telescopio Spaziale Hubble:

Prima di andare avanti volevo farvi vedere alcune immagini recenti di Plutone catturate da New Horizons: ormai ci siamo quasi, dai! In particolare qui potete vedere la danza tra Plutone e la sua luna principale Caronte di pochissimi giorni fa:

Dunque, mi piacerebbe raccontarvi qualcosina di Plutone (non tutto sennò ci vuole un’enciclopedia di post!). Per esempio potrei raccontarvi brevemente l’affascinante storia della scoperta di Plutone che è davvero pazzesca, secondo me.

Questa storia inizia con Nettuno. Infatti la scoperta di Nettuno è avvenuta tramite l’analisi dell’orbita di Urano. Quest’ultimo veniva osservato muoversi attorno al Sole rispettando le leggi della gravità ma mostrando qualche discostamento: perciò si calcolò che tali perturbazioni di Urano potessero essere spiegate tramite la presenza di un ulteriore pianeta oltre Urano. E così, nel 1846, fu scoperto Nettuno, confermando la validità delle leggi di Newton, ancora una volta. Ma non era finita qui.
C’erano discrepanze anche tra i dati di Nettuno e Urano insieme rispetto alle leggi della gravità Newtoniana. E siccome la cosa aveva funzionato già in precedenza, si pensò ad un nuovo pianeta oltre Nettuno, il cosiddetto Pianeta X. L’uomo che fece questi calcoli e predizioni all’inizio del ventesimo secolo fu Percival Lowell, astronomo tra le altre cose.

E, indovinate un po’, il 18 Febbrario 1930 l’astronomo Clyde William Tombaugh trovò Plutone.

Ora, attenzione, però. Perché finora questa è una meravigliosa favola con lieto fine. Ma come vi avevo accennato, questa storia a mio avviso è pazzesca e lo è per il seguente motivo. Nel 1989 la sonda Voyager 2 passò molto vicino a Nettuno e ottenne più precise misure della massa del pianeta. Venne trovata una massa leggermente diversa ma abbastanza da far quadrare i conti riguardo le orbite di Urano e Nettuno: insomma, non c’era bisogno di ipotizzare nessun Pianeta X, i conti tornavano già, c’era solo bisogno di dati più precisi! Inoltre, le stime della massa di Plutone non erano sufficienti per spiegare l’eventuale discrepanza che si pensava ci fosse prima dei dati di Voyager 2.

Tuttavia, Plutone era stato scoperto proprio mentre si cercava il Pianeta X. Sì, lo so: è pazzesco (se per voi non lo è, lo capisco: è colpa mia che mi emoziono facilmente quando accadono cose così!).
Si tratta di una di quelle belle cose che accadono in scienza. Si cerca una cosa, si trova e si pensa di essere a posto ma in realtà si è scoperto qualcosa di nuovo. E infatti di oggetti come Plutone ce ne sono parecchi, oltre Nettuno. Tanto che Plutone non è più considerato un pianeta ormai ed è stato classificato come un oggetto trans-Nettuniano, ovvero come un piccolo pianetino situato mediamente oltre l’orbita di Nettuno.

Insomma, voglio dire che una foto come si deve di Plutone significa molto per la scienza. Rappresenterebbe l’essenza della nostra voglia di esplorare l’universo oltre che un dolce ricordo di come la scienza ci riservi sempre qualche sorpresa dietro l’angolo, soprattutto quello del salotto di casa dove pensiamo, ingenuamente, ormai non ci siano più segreti.

P.S. Per tutti i dettagli su Plutone e un confronto con la nostra Terra, consiglio caldamente questa pagina, per chi fosse interessato a qualche curiosità: http://solarsystem.nasa.gov/planets/profile.cfm?Object=Pluto&Display=Facts