Ultime dall’asteroide Ryugu: il touchdown della sonda Hayabusa22 min di lettura

Il 22 febbraio 2019, la missione spaziale Hayabusa2, dell’agenzia spaziale giapponese (JAXA) è riuscita nel suo obiettivo principale: prelevare campioni di superficie dell’asteroide Ryugu.

La JAXA ha diffuso un video che mostra proprio il momento in cui la sonda Hayabusa2 tocca la superficie di Ryugu.

La velocità del video è stata modificata in modo da essere cinque volte maggiore della vera velocità delle operazioni di touchdown.

Il video è stato ripreso il 22 febbraio scorso tramite la camera CAM-H a bordo della sonda. Una cosa bella da sottolineare, come riportato alla fine del video, è che la CAM-H è stata prodotta e installata grazie a donazioni pubbliche. Quindi il momento storico del touchdown è stato filmato e memorizzato anche grazie al contributo delle persone che hanno fatto una donazione.

Come è stata scelta la zona del touchdown?

Il sito del touchdown non è stato scelto a caso ma c’è stata un’attenta analisi di vari fattori. Per esempio, la sonda Hayabusa2 dopo il touchdown si è di nuovo allontanata dalla superficie dell’asteroide; tutto ciò è stato fatto in modo tale da tenere sempre i pannelli solari della sonda esposti alla luce solare. Inoltre, anche l’antenna della sonda durante il touchdown deve sempre puntare verso la Terra. Per questi motivi la regione di asteroide disponibile per il touchdown, in questo caso specifico, era confinata nella parte equatoriale dell’asteroide.

La geometria del touchdown della sonda Hayabusa2: è necessario un allineamento tra asteroide, sonda, Terra e Sole. (Fonte: http://www.hayabusa2.jaxa.jp)

Poi altre due cose importanti: la zona del touchdown deve essere abbastanza in pianura, cioè deve essere una zona che si estende per almeno un centinaio di metri in modo pianeggiante; inoltre, la zona del touchdown non deve avere una temperatura troppo alta, superiore a 97° C, che potrebbe danneggiare gli strumenti della sonda.

Con questi accorgimenti gli scienziati della JAXA hanno cercato la regione migliore. Un resoconto molto dettagliato delle varie fasi che hanno poi portato alla scelta definitiva del sito per il touchdown lo potete trovare qui.

La JAXA ha anche reso pubbliche delle foto della zona dell’asteroide subito dopo il touchdown.

L’ombra di Hayabusa2 che torna alla sua quota in orbita e la zona del touchdown. (Crediti: JAXA)
Passi successivi della missione Hayabusa2

Ora, nelle prossime settimane la sonda Hayabusa2 sparerà dei proiettili (chiamati Small Carry-On-Impactor, SCI) verso la superficie dell’asteroide allo scopo di formare un cratere: in questo modo la sonda potrà accedere a materiale che si trova sotto la superficie di Ryugu, materiale che, a differenza del materiale in superficie, non è stato colpito da raggi cosmici o luce solare.

Verso la fine del 2019 la sonda Hayabusa2 concluderà la sua missione dalle parti dell’asteroide Ryugu e tornerà verso la Terra.

Nel dicembre 2020 Hayabusa2 passerà vicino la Terra e invierà sulla superficie del nostro pianeta un piccolo modulo con dentro i campioni prelevati dall’asteroide. Che cosa farà Hayabusa2 a quel punto? Se ci sarà ancora abbastanza carburante, la sonda potrebbe provare a fare un incontro ravvicinato con un altro asteroide, ma questo sarà tutto da verificare tra un anno e mezzo circa.