La sonda NASA New Horizons sta per incontrare Ultima Thule alla periferia del Sistema solare3 min di lettura

Il 1 gennaio 2019, alle 6:33 di mattina, la sonda NASA New Horizons farà un incontro ravvicinato (in gergo, fly-by) con Ultima Thule, nome ufficioso di 2014 MU64.

Ultima Thule è un oggetto della fascia di Kuiper ed è un obiettivo della missione New Horizons dopo che la sonda nel 2015 effettuò un incontro ravvicinato con il pianeta nano Plutone e la sua luna Caronte.

Per questo, la missione New Horizons è già stata un successo enorme. Tuttavia, sfrecciando oltre l’orbita di Plutone, il team di astrofisici guidati da Alan Stern (Principal Investigator – P.I – della missione) non si è lasciato sfuggire la possibilità di osservare un altro oggetto della fascia di Kuiper, questa zona così lontana da noi, ma tutta da esplorare. Certamente, il nuovo obiettivo di New Horizons, cioè Ultima Thule, non è una roba semplice da conseguire: Ultima Thule è un piccolo puntino a 6,7 miliardi di km di distanza, di cui conosciamo da poco le caratteristiche legate alla sua orbita e posizione in cielo. E New Horizons proverà a fare scienza mentre passerà a 3500 km lontano da Ultima Thule.


Ma, come sempre, partiamo dall’inizio.

Che cos’è la fascia di Kuiper?

La fascia di Kuiper è una regione del Sistema solare che si trova oltre l’orbita di Nettuno ed è piena zeppa di oggetti celesti di piccole dimensioni, che principalmente sono delle palle ghiacciate. Tra questi oggetti ci sono: Plutone, Caronte, Sedna, Makemake, giusto per citarne alcuni.

Una rappresentazione della fascia di Kuiper.

La fascia di Kuiper si chiama fascia, ma in realtà è una specie di ciambella che si estende in una zona che va da una distanza di 30 UA a una distanza di circa 50 UA (1 UA, cioè 1 Unità Astronomica, è pari a 150 milioni di km, ovvero la distanza media Terra-Sole).
Ci sarebbero un sacco di cose da dire sulla fascia di Kuiper: lo faremo però in un altro post, promesso.

Che cosa sappiamo finora di Ultima Thule

In realtà, non molto. Ultima Thule, come vi ho già detto, è il nome ufficioso dell’oggetto 2014 MU69 e nomen omen, nel senso che si chiama così perché è stato scoperto nel 2014, solo pochi anni fa.

Però qualcosa abbiamo intuito dalle prime osservazioni: Ultima Thule dovrebbe avere dimensioni che vanno dai 10 ai 35 km e dovrebbe avere una forma irregolare.

Ultima Thule è stato principalmente osservato dal telescopio spaziale Hubble: in questo modo, si è potuto ottenere misure molto precise della posizione di Ultima Thule e preparare la sonda New Horizons all’incontro del 1 gennaio 2019.

Le altre osservazioni che sono state fatte, nel 2017 e nel 2018, sono state misure di occultazione. Che vuol dire?

Un’occultazione avviene quando un oggetto (per esempio un pianeta) passa davanti a una stella lontana. Quando ciò avviene, si ha una piccola eclissi che, quando osservata, ci permette di ricavare molte informazioni sull’oggetto (il pianeta nel nostro esempio) che ha generato l’eclissi.

Per esempio, questo tipo di osservazione è stato fatto da un telescopio NASA montato a bordo di un aereo (il telescopio NASA SOFIA) per studiare Plutone.

Nel caso di Ultima Thule, per mezzo di diversi telescopi da Terra che hanno osservato il fenomeno dell’occultazione delle stelle lontane, si è arrivati a determinare che Ultima Thule, come vi dicevo prima, ha una forma irregolare. Guardate l’immagine qui sotto.

Osservazioni di occultazione di Ultima Thule del 3 giugno 2017 e del 17 luglio 2017 con telescopi da terra, e del 10 luglio 2017 con il telescopio SOFIA.

Dall’immagine si vedono le strisce di luce provocate dall’osservazione delle stelle lontane: le parti più buie, quelle verso il centro dell’immagine, sono dovute al passaggio di Ultima Thule proprio davanti alle stelle. E quindi, ecco come abbiamo capito che Ultima Thule ha una forma irregolare (tipo la forma della cometa 67P studiata dalla sonda ESA Rosetta).

Che cosa accadrà nei prossimi giorni

Partiamo dal fatto principale: nel momento in cui la sonda New Horizons sarà alla minima distanza da Ultima Thule, la sonda non comunicherà con la Terra. Lo strumento LORRI (a bordo di New Horizons) invierà verso Terra alcune immagini di Ultima Thule subito prima e dopo il 1 gennaio 2019.

Le immagini del 31 dicembre non dovrebbero essere esaltanti anche se qualcosa dovrebbe iniziare a vedersi: la prima sagoma di Ultima Thule. Bisogna tenere conto che l’incontro con Ultima Thule non era nei piani originari della missione New Horizons, designata invece per osservare per bene Plutone.

Dal 1 gennaio sera invece dovrebbero arrivare a Terra le prime immagini ravvicinate di Ultima Thule; ovviamente, non è detto che noi vedremo queste immagini il 1 gennaio, perché gli astrofisici daranno prima una ripulita ai dati che riceveranno direttamente dalla sonda.

Ma non solo immagini: durante il passaggio ravvicinato, New Horizons studierà anche la composizione di Ultima Thule, andrà in cerca di eventuali lune e anelli.

Comunque, dopo il passaggio ravvicinato in cui però non saremo in contatto con la sonda, il 1 gennaio verso le 16:30 dovremmo ricevere un segnale dalla sonda come conferma che tutto è andato bene e tutto continua ad andare bene.

In generale, per le prime immagini di Ultima Thule, bisognerà avere pazienza e aspettare, probabilmente, qualche settimana dopo Capodanno: la sonda proverà a ottenere circa 900 immagini.

Infine: dove seguire il fly-by

Per qualche giorno, a causa dello shutdown del governo statunitense si era paventato il rischio che la diretta streaming sul sito della NASA fosse non disponibile.

Invece, poi, il rischio non c’è stato: per chi vorrà e per chi sarà abbastanza lucido dopo i festeggiamenti, sarà possibile seguire il fly-by sul sito di NASA TV a questo link: si potrà seguire la sala controllo della missione e le fasi salienti della missione verso Ultima Thule.

Buon 2019 a tutti, soprattutto alle sonde che vagano nella fascia di Kuiper!