Beta Pictoris: una storia lunga (più di ) 30 anni3 min di lettura

Dunque, mi ricordo questa cosa: erano i primissimi anni novanta e andavo alle elementari. Avevo visto in TV una pubblicità dove Piero Angela (che già ammiravo moltissimo) presentava la raccolta di fascicoli della collana L’universo. Prima uscita: 1000 lire. Le uscite successive: 4900 lire. A pensarci ora viene da ridere, praticamente i fascicoli erano gratis, se confrontati con i prezzi delle raccolte a fascicoli di oggi.

Ovviamente mi innamorai subito di quella raccolta: per la prima volta lessi cose sul Big Bang, sul telescopio Hubble, sulla composizione interna del Sole, sulle galassie. Inutile ricordare che di internet non c’era neanche l’ombra (almeno in Molise).

Beta Pictoris, una stella interessante

Un giorno, mentre sfogliavo un fascicolo, a un certo punto lessi questa cosa sulla stella Beta Pictoris.

Lessi che Beta Pictoris, una stella a circa 64 anni luce circa di distanza da noi,  mostra la presenza di un disco di gas e polveri attorno; sul fascicolo c’era scritto che forse, forse eh, Beta Pictoris poteva essere un sistema solare in formazione.

E attenzione: nelle prime righe del colonnino c’era scritto pure che non era stato ancora scoperto nessun pianeta extrasolare.

Quando dico che erano altri tempi, dico sul serio.

I primi pianeti extrasolari (quelli che si chiamano esopianeti) furono scoperti ufficialmente di lì a poco, poi.

Il pianeta di Beta Pictoris

Ma torniamo a Beta Pictoris. Anni dopo, il 18 novembre 2008, il pianeta attorno a Beta Pictoris fu osservato per davvero, grazie ai dati raccolti dal Very Large Telescope in Cile. Fu scoperto il pianeta Beta Pictoris b.

La scoperta del pianeta Beta Pictoris b è stata fatta grazie a misure di astrometria: in pratica si è studiato con grande dettaglio la posizione della stella Beta Pictoris. La presenza del pianeta perturba il moto della stella: questi piccoli movimenti della posizione della stella Beta Pictoris sono stati misurati e in questo modo si è ricavata la presenza del pianeta.

Non solo: è stato possibile anche stimare le caratteristiche del pianeta. Beta Pictoris b è un pianeta che ha 12 volte la massa di Giove e che dista dalla sua stella a una distanza circa pari a quella che divide Saturno dal Sole.

Se c’è una cosa che si vuole fare con gli esopianeti, ecco, quella cosa è provare a vederli, a scattare una foto. Fare ciò non è facilissimo per diversi motivi. La distanza del pianeta, per esempio, è un ostacolo: pensate che per avere un’immagine decente di Plutone abbiamo dovuto inviare una sonda da quelle parti e che neanche con il telescopio spaziale Hubble si riesce ad avere un’immagine degna di questo nome.

Un altro problema, oltre alla risoluzione, è dovuto alla presenza della luce della stella attorno a cui orbita il pianeta. La luce della stella in pratica nasconde il pianeta alla vista (un pianeta non emette luce propria, ma riflette quella della stella).

Comunque, nonostante i 60 anni luce di distanza, negli ultimi anni siamo riusciti a vedere il pianeta Beta Pictoris b. Certo, niente di eclatante: ma volete mettere riuscire a vedere un pianeta lontanissimo che gira intorno a un’altra stella? Riuscire a vedere un altro sistema solare in attività? Per risolvere il problema della luce della stella si è usata una soluzione teoricamente molto semplice: si è messo un filtro sul telescopio per coprire la luce della stella Beta Pictoris. In questo modo si riesce a vedere addirittura il pianeta Beta Pictoris b che si muove atorno alla sua stella.

Infatti, nel 2015 è pubblicato uno studio che mostra il moto di Beta Pictoris b da fine 2013 a inizio 2015 osservato con il Gemini South Telescope. Sempre in Cile.

Ma non è finita qui. A dieci anni di distanza dalla scoperta di Beta Pictoris b, ancora grazie al Very Large Telescope, abbiamo visto delle immagini incredibili di Beta Pictoris b: il 22 settembre 2018 è uscito un articolo i cui dati mostrano il pianeta passare davanti alla stella principale.

Stunning Exoplanet Time-lapse
Beta Pictoris b nel suo passaggio davanti la stella.

30 years and counting

Quando ho visto l’articolo che mostrava il moto di Beta Pictoris b davanti alla sua stella, la mia mente ha creato un viaggio lungo 30 anni: dalla scoperta ufficiale del primo esopianeta a oggi. Quando da piccolo leggevo l’Universo, si cercava il primo esopianeta; oggi sappiamo che esistono circa 3800 esopianeti, ci sono telescopi spaziali (Kepler, TESS) che cercano di scovarne altri, magari anche simili alla Terra (che non guasterebbe, eh).

Se guardiamo le cose con una prospettiva ancora più ampia, la scoperta di migliaia di esopianeti ha definitivamente messo su un piano completamente nuovo la nostra collocazione nell’universo.

In circa 30 anni abbiamo vissuto in diretta una delle più grandi rivoluzioni scientifiche della storia. Meraviglioso.