Giornalismo scientifico da incubo5 min di lettura

A quanto pare, in Italia c’è un certo giornalismo scientifico che sembra non imparare mai dai propri errori. Beh, certo: la paura di una nuova estinzione Permiano-Triassica tira più anche di un buco nero.

Per forza: se un asteroide dovesse mai dirigersi verso il nostro pianeta saremmo tutti giustamente preoccupati. Per molti della nostra generazione, visti i tempi cosmici forse è più probabile essere colpiti da un asteroide che prendere la pensione; tuttavia questo non giustifica un giornalismo scientifico direi becero, almeno verso certi argomenti.

Capita spesso che una qualche testata giornalistica online si metta a scrivere a vanvera di asteroidi che colpiranno la Terra e, di solito, non scrivo articoli a riguardo. Ma oggi il quotidiano Il Mattino sul suo sito ha fatto un piccolo capolavoro, difficilmente eguagliabile dalla redazione più disagiata dell’universo.

Perché, se avrete la pazienza di seguirmi per poche righe, vedrete tanto, ma tanto di quel disagio che ne avrete abbastanza per parecchio tempo.

Un titolo per ghermirli, un titolo per domarli. I lettori, dico

L’articolo è questo qua:

Screenshot del 20 marzo 2018, ore 20:30

Potete leggere l’articolo intero cliccando sull’immagine qui sopra. Non dovrei, ma vi agevolo il link perché, anche se darà visite e clic immeritati al sito de Il Mattino, tuttavia è utile per chi volesse verificare di personale ciò che sto per dirvi e quindi la totale assurdità della situazione.

E vi assicuro che ne vale assolutamente la pena. Dunque, prima di procedere con qualche commento, l’articolo de Il Mattino si trova qui.

Allora: il titolo è al di fuori di qualsiasi immaginazione apocalittica. Ma il titolo, si sa, è fatto per  acchiappare. Per esempio, se date uno sguardo ai titoli degli articoli di Quantizzando scoprite che sono tutti pessimi e quindi questo spiega perché la sezione “Tecnologia” de Il Mattino sicuramente fa più visite di questo blog.

Del resto, quando uno si trova davanti a titoli che iniziano con “Un asteroide gigantesco minaccia la Terra” e con un virgolettato che recita “Distruggerà tutto”, beh, lo ammetto, anche io me la farei sotto. E quindi CLIC, alla fine siamo umani tutti.

E che cosa c’è scritto nell’articolo?

Ma ci siamo abituati: se il titolo è per ghermire, il testo dell’articolo di solito dice qualche verità. Di solito, eh. Perché l’articolo de Il Mattino parte subito a razzo con un rassicurante “Un asteroide si sta avvicinando pericolosamente alla Terra, ma non potrà essere distrutta in modo preventivo”. Ecco, ora il panico non dovrebbe diffondersi, anche se la notizia fosse vera.

Ma poi: quando arriva questo asteroide? Nel 2135. Ah, beh, dai. La pensione la prendo, mi godo la vita, poi i nipoti se la vedono loro. Ma quelli de Il Mattino non vogliono che i nipoti abbiano sorprese: la data precisa è il 21 settembre 2135.

Visto che “sembra non si possa fare nulla per evitarlo”, la redazione scientifica de Il Mattino ci fa sapere che l’asteroide si chiama Doomsday (come vedremo non è vero e rideremo un sacco tra poco). In realtà, “C’è 1 possibilità su 2.700 che (l’asteroide ndr) potrebbe impattare contro la Terra”, e allora che si fa, visto che questa poi è l’unica cosa riportata con accuratezza nell’articolo de Il Mattino. Infatti, subito dopo, il rospo lo dobbiamo ingoiare comunque perché “La tecnologia che abbiamo oggi non è abbastanza evoluta per poter distruggere una massa tanto grande”. Ahia.

Ma poi, dulcis in fundo, ecco una ventata d’ottimismo visto che “per ora l’asteroide si trova a 50 milioni di miglia dal nostro pianeta e viene studiato in continuazione, ma rappresenta una seria minaccia. Tra le ipotesi per la distruzione c’è la bomba nucelare, ma per ora si tratta solo di idee”.

Insomma, dai che Doomsday (ma si chiama davvero così? Spoiler: no) lo facciamo fuori, dai!

Qual è la fonte della notizia?

Ora torniamo seri. No scherzavo, è impossibile. Nell’articolo de Il Mattino, la redazione scientifica ci tiene a precisare che non si tratta di notizie inventate, che si lavora seriamente insomma.

Secondo voi quale potrebbe essere la fonte di questa notizia? La NASA? L’ESA? Magari.

La fonte de Il Mattino è The Mirror (qua trovate l’articolo originale), noto tabloid inglese che si occupa prevalentemente di astrofisica e cosmologia con scrupolosa attenzione. No, non è vero, ma lo sapevate già.

Sì, vabbè, ma The Mirror dove ha preso la notizia? Da Buzzfeed, link qua. Ah, ecco. E Buzzfeed? Da un articolo scientifico pubblicato su Acta Astronautica nel febbraio 2018 che si intitola “Options and uncertainties in planetary defense: mission planning and vehicle designe for flexible response”, link qua.

Si tratta di uno studio che prova a capire quali potrebbero essere i tempi di reazione di fronte all’eventualità che fosse scoperto un asteroide la cui orbita potrebbe minacciare la Terra. Nello studio si prende come caso di esempio l’asteroide Bennu, perché la missione NASA OSIRIS-REx sta andando verso l’asteroide Bennu per studiarne le caratteristiche e prelevarne un campione da rispedire sulla Terra per essere studiato. Insomma, si è provato a studiare un asteroide di cui presto dovremmo saperne molto più di ciò che sappiamo su qualunque altro asteroide in giro pericolosamente attorno alla Terra.

Ah, e la data non è il 2135, bensì il 2175. Nipoti potete stare tranquilli, pronipoti chissà, comprate almeno un elmetto con i soldi messi da parte dai nonni.

Le cose incredibilmente errate nell’articolo de Il Mattino

Insomma, la redazione scientifica de Il Mattino ha scritto un mucchio di sciocchezze, alcune clamorose. Vediamole con calma.

1) L’asteroide si chiama Bennu, non Doomsday. Da dove è uscito Doomsday? Doomsday in inglese vuol dire giorno del giudizio ed è la parola di apertura dell’articolo di The Mirror, il quale inizia con “Doomsday asteroid” cioè l’asteroide che causerà il giorno del giudizio. Pensate, già nel sottotitolo (ma poi anche ripetutamente nell’articolo) sul sito di The Mirror c’è scritto che l’asteroide si chiama Bennu, come certifica questo screenshot.

Screenshot del 20 marzo 2018, ore 21:57

Lo so, ve lo state chiedendo anche voi: ma chi è quel genio che ha scritto l’articolo su Il Mattino? Di chi è quella mente giornalistica brillante che ha scambiato Doomsday per il nome dell’asteroide? Peccato, forse non lo sapremo mai e non potremo stringere la mano a nessuno per complimentarci con la montagna di disagio che si porta dietro.

2) Il titolo dell’articolo su The Mirror dice che l’asteroide “could devastate Earth” cioè potrebbe (condizionale) spazzare via la Terra. Invece il titolo de Il Mattino riporta un vigolettato, non sappiamo di chi, in cui questa persona sconosciuta afferma che l’asteroide “distruggerà” la Terra. Buzzfeed invece è molto più cauto e titola “Scienziati del governo (americano ndr) hanno un piano per distruggere gli asteroidi con una testata nucleare”.

Screenshot del 20 marzo 2018 delle 22:09

Beh, un pelino diverso da quello de Il Mattino, o no? Si potrebbe dire: ma la redazione de Il Mattino ha praticamente tradotto/copiato quello di The Mirror, non quello di Buzzfeed. Vero, ma la domanda infatti è: va bene fare il titolo acchiappa clic, ma perché la redazione de Il Mattino non ha riportato il molto meno inquietante articolo di Buzzfeed oppure un link all’articolo originale dello studio scientifico? Eh, già. Il problema è che la conosciamo la risposta. E il disagio dilaga.

3) La data non è il 2135, bensì il 2175. Qua la faccenda è divertente. L’articolo su Buzzfeed è uscito originariamente il 7 marzo 2018 e vi era scritta come data il 2135. L’articolo su The Mirror è uscito il 16 marzo. L’articolo su Il Mattino è uscito il 18 marzo.

Però, su Buzzfeed si sono accorti dell’errore e il 17 marzo hanno corretto e cambiato la data in 2175 (c’è scritto in fondo all’articolo su Buzzfeed). Quindi ciò vuol dire che quelli de Il Mattino non hanno guardato neanche di striscio l’articolo di Buzzfeed e quindi neanche (qua devo dire forse) l’articolo scientifico originale. Buzzfeed ha fatto un errore e ha corretto. Il Mattino, invece ciaone proprio.

Non ci siamo proprio

Ormai con articoli scientifici del genere noi italiani siamo purtroppo abituati. Se ci fosse un minimo di serietà e onestà intellettuale, la redazione de Il Mattino dovrebbe chiedere scusa ai suoi lettori. Sia a quelli che hanno letto l’articolo, sia ai 3107 (dato del 20 marzo alle 22:21) hanno condiviso l’articolo su Facebook. Tra l’altro, la pagina Facebook de Il Mattino ha oltre 1 milione e 200 mila like anche se poi le interazioni sono molto più basse. Comunque, una pagina Facebook che, algoritmi permettendo, ha un bacino di utenza così grande, non può assolutamente condividere roba come questa:

ALLUCINANTE. Per non parlare dei commenti al post.

 

In realtà ci sono capitato per caso su questo articolo, grazie a un tweet di Emanuale Balboni, che ringrazio nonostante mi abbia fatto scoprire questo scempio. Ma il punto è che articoli del genere, oggi nel 2018, in Italia, vengono scritti su siti di quotidiani che hanno tiratura nazionale. Proprio così, c’è un giornalismo scientifico sui giornali che raggiungono un vasto pubblico che scrive cretinate inerarrabili. Capita e continua a capitare. Lo segnalamo e continua a capitare. Non solo alla redazione de Il Mattino, sia chiaro.

A seguito di articoli del genere, in un’Italia che probabilmente si trova in un universo parallelo a questo, la credibilità di un giornale sarebbe fortemente compromessa. Perché si è visto che un articolo è stato scritto, giornalisticamente parlando, proprio con i piedi, senza controllo delle fonti oppure volutamente e forzatamente acchiappa clic. Forse la prima ipotesi è davvero la peggiore per una nazione in cui alcuni problemi di comunicazione scientifica sembrano abbastanza sotto gli occhi di tutti. O magari, qualcuno in qualche stanza segreta di una qualche redazione italiana ha scoperto che l’unico modo per acchiappare clic è proprio quello di evitare le fonti accurate come la peste.