Raggi X per Andromeda

Chi l’ha detto che i raggi X servono solo quando qualcuno si rompe un gomito o per fare una panoramica ai denti? Anche le galassie vengono studiate con i raggi X. La differenza, in questo caso, è che i raggi X vengono emessi direttamente dalla galassia. Ma andiamo con ordine.

Fonte: NASA

Quando vediamo una galassia, per forza di cose, non riusciamo a vedere tutta la luce che la galassia emette. Applichiamo sempre un certo filtro. Per esempio i nostri occhi vedono la luce chiamata, appunto, visibile, insomma quella con lunghezze d’onda che vanno dal violetto al rosso circa.

Ma oltre la luce che vediamo con i nostri occhi, c’è tutto un mondo di luce che non riusciamo a vedere. E quindi abbiamo bisogno di altri strumenti. Per esempio, per i raggi X dobbiamo addirittura andare nello spazio, perché la nostra atmosfera blocca (per fortuna!) i raggi X.

Dunque, vediamo un attimo in dettaglio l’immagine di Andromeda che si trova in apertura di questo post. L’immagine di sfondo è la galassia di Andromeda vista con il filtro che guarda la luce visibile. Poi, abbiamo una piccola sezione, la quale comprende anche la parte centrale della galassia e, nell’immagine, abbiamo un confronto tra la stessa regione osservata nel visibile e nei raggi X (in alto).

Quali sono le differenze? Ecco, per iniziare, nel visibile abbiamo belli e chiari i bracci di spirale, mentre nell’immagine a raggi X dei bracci non vi è traccia. Cioè, se fossimo in grado di vedere solo raggi X, non vedremmo i bracci di spirale. Il motivo di ciò è legato al tipo di fenomeni fisici in gioco. I raggi X infatti hanno un’energia molto elevata, maggiore della luce rossa o violetta. Di conseguenza, abbiamo che i raggi X vengono emessi in presenza di temperature abbastanza elevate. Il gas dei bracci a spirale è un gas freddo (dipende dai casi, ma siamo tra qualche centinaio sotto zero a qualche centinaio sopra lo zero, oppure qualche migliaio nelle zone vicinissimo stelle molto calde).

Comunque, nulla a che fare con le zone dove vengono emessi i raggi X, dove si arriva a milioni di gradi. E quindi cosa sono quelle sorgenti gialle e azzurre nell’immagine a raggi X? Si tratta di sistemi binari in cui le componenti sono buchi neri (o stelle di neutroni) accompagnati da una stella. Quest’ultima, nel caso di buco nero come compagno, viene pian piano distrutta e viene a crearsi un disco attorno al buco nero. Questo disco raggiunge temperature molto elevate ed in questa fornace ardente di milioni di gradi ecco che i raggi X vengono sputati fuori. Qualcosa di simile a ciò che è mostrato nel video qui sotto (anche se il video non si riferisce ad un sistema binario, bisogna sottolinearlo).

Beh, ora che ci penso, un’analogia tra gomiti rotti e galassie possiamo farla. Una galassia va per i raggi X per vedere meglio attraverso i suoi…bracci!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: