Perché esiste l’anno bisestile?

Oggi è il 29 Febbraio!
Scusate la mia eccitazione (che svanirà presto, come vedrete), ma non è certo una cosa che si può dire ogni anno, eh. Sì, lo so, sapete già tutto: ogni 4 anni aggiungiamo un giorno al calendario e abbiamo il 29 Febbraio e diciamo che l’anno è bisestile. Mmm, siamo sicuri? Infatti questo post non è solo per raccontarvi perché aggiungiamo un giorno ogni 4 anni, ma anche per raccontarvi perché certe volte siamo stati costretti (e lo saremo anche in futuro) a saltare l’aggiunta del 29 Febbraio al nostro calendario ogni 4 anni.

Innanzitutto: ma perché si chiama Bisestile?

Sapete, è colpa dei Romani. Infatti essi già aggiungevano un giorno al calendario in tempi non sospetti e, in particolare, lo facevano dopo il 24 Febbraio, cioè il sesto giorno prima delle Calende di Marzo (il primo Marzo). Il giorno in più era quindi una ripetizione del sexto die, cioè un bis sexto die.

 OK, capito. Ma perché allora dobbiamo aggiungere un giorno ogni 4 anni?

Il motivo è molto umano, se volete. Infatti la Terra fa un giro completo attorno al Sole in 365 giorni 6 ore circa (questo si chiama pure anno tropico). Già, non 365 e basta. Il motivo è semplice: noi esseri umani, la durata dell’anno la basiamo su un fenomeno fisico che osserviamo,  cioè il girare attorno al Sole. Tuttavia l’unità di misura del tempo, il secondo, non ha a che fare con questo. Quindi le due cose vanno in conflitto e dunque ecco le 6 ore in più nella durata effettiva dell’anno.
Insomma, non ci possiamo fare niente.
Comunque, la soluzione è stata sempre del tipo: massì, ma che ci importa, facciamo che un anno è 365 giorni, capirai che cambia! Poi, per rimediare, siccome ogni anno ci avanzano 6 ore, allora ogni 4 anni ci avanzano 24 ore, dunque ogni 4 anni aggiungiamo un giorno. Questa storia di aggiungere un giorno ogni 4 anni venne in mente all’astronomo greco Sogigene di Alessandria e poi fu adottata con regolarità dai Romani. Questo tipo di calendario si chiama calendario giuliano, poiché fu Giulio Cesare a dire: “Aho, mo usamo questo“. Geni? Quasi.

Il problema con tutto ciò (e la soluzione)

Purtroppo i numeri interi belli precisi vanno bene solo nelle favole. Infatti, un anno non dura 365 giorni e 6 ore. Un anno dura 365 giorni 5 ore 48 minuti 46 secondi, cioè 11 minuti e 24 secondi in meno.

Darth Vader quando ha scoperto il fatto degli 11 minuti e 24 secondi.

Una disgrazia. E infatti questo ha portato ad un evento molto singolare nella storia della misura del tempo da parte degli esseri umani: abbiamo cancellato i giorni. Infatti, quei 11 minuti e 24 secondi ogni anno, con il passare dei secoli cominciavano ad accumularsi. La questione è diventata scottante e addirittura ci ha dovuto pensare Papa Gregorio XIII nel 1582 a riordinare la situazione. Gregorio XIII scrisse proprio una bolla papale chiamata Inter Gravissimas il 24 Febbraio del 1582 (vedi tu che scelta di marketing per la data di uscita, eh).
Per quanto riguarda il titolo, no, non ce l’aveva con l’attuale situazione della squadra nerazzurra di Milano, ma si tratta solamente delle prime due parole del documento (oh, che vi devo dire, si usa così a Vatican City quando si pubblica qualcosa).
Comunque, qual è la soluzione proposta da Gregorio XIII? Semplice quanto drastica: abbiamo accumulato dei giorni perché abbiamo fatto i conti un tanto al chilo? Bene, allora eliminiamo i giorni che abbiamo accumulato e stiamo a posto.
Avete mai letto di qualcuno nato il 10 Ottobre 1582? Beh, non perdete neanche tempo a cercare, perché nelle nazioni in cui fu subito adottato il calendario gregoriano (cioè di Gregorio XIII) quel giorno non è mai esistito. E mica solo quello: tutti i giorni dal 5 Ottobre 1582 al 14 Ottobre 1582, estremi compresi. Adieu.

Bravo Gregorio, ma il problema resta: come stanno le cose ai giorni nostri

Dunque, noi usiamo il calendario gregoriano. Aggiungiamo ogni 4 anni un giorno il 29 Febbraio.
Caspita, però non possiamo certo presentarci tra qualche secolo e tornare ad eliminare una intera settimana abbondante di Ottobre. Allora che si fa? Ecco la soluzione: 11 minuti e 24 secondi fanno circa un giorno intero ogni 128 anni. Quindi per far tornare i conti basta togliere un giorno ogni 128 anni. Mmm, sembra una cosa complicata. Infatti, in realtà, facciamo qualcosa di più semplice: ogni 100 anni non mettiamo il 29 Febbraio, anche se l’anno è bisestile.
Cioè: a scuola insegnano che se un anno è divisibile per 4 allora è bisestile. La nuova regola è che se è divisibile anche per 100 allora non sarà bisestile. Esempio per chiarire la faccenda: il 1900 è divisibile per 4, sarebbe dovuto essere bisestile, ma invece non lo è stato perché così si è potuto tenere conto di quei 11 minuti e 24 secondi annuali.
Lo so, domanda ovvia: perché invece il 2000 è stato bisestile? Perché noi non mettiamo il 29 Febbraio ogni 100 ma invece non dovremmo farlo ogni 128 anni! A causa delle incomprensibili regole che decidiamo noi stessi, in pratica quello che facciamo è non mettere abbastanza 29 Febbraio nel corso dei secoli. Allora, per recuperare, ogni 400 anni, anche se l’anno è divisibile per 100, aggiungiamo di nuovo il 29 Febbraio. Ecco perché il 2000 (divisibile per 400) è stato bisestile.
Cioè, capite che casino assurdo?

Ricapitolando, la guida definitiva

Se un anno è divisibile per 4 allora è bisestile. Ma, se è divisibile per 100 allora non aggiungiamo il giorno in più. Ma, se invece è divisibile per 400 allora rimane bisestile.
Quindi il 2016 è bisestile (divisibile per 4), il 1900 non era bisestile (divisibile per 100), il 2000 era bisestile (divisibile per 400). Inoltre, il 2100 non sarà bisestile (divisibile per 100), ma il 2400 sarà bisestile (divisibile per 400).

Basta, ho perso tutta la gioia che avevo in apertura del post, non ne posso più e mi sa neanche voi a questo punto. Oggi è già lunedì, poi è pure il 29 Febbraio, un giorno che ha una storia che più complicata non si poteva proprio immaginarla. E poi, l’ho già detto che è pure lunedì?

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