Effetto Yarkovsky

In questo post ripropongo una mappa che ho già fatto vedere in passato. Si tratta della mappa degli asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Eccola qua:

Abbastanza impressionante, vero?
Tutte quelle curve celesti sono le traiettorie degli asteroidi potenzialmente pericolosi. Bene, detto questo andiamo diritti al punto, ad una domanda che molti di voi si sono chiesti mille volte.
Ma se gli asteroidi orbitano, proprio come i pianeti, soggetti alla gravità, come mai non siamo in grado di determinare con certezza e con largo anticipo gli asteroidi realmente pericolosi?

Parte della risposta a questa domanda è nel titolo di questo posto: l’effetto Yarkovsky.
Già, perché l’effetto Yarkovski ci fa essere meno sicuri sulla determinazione delle traiettorie di un asteroide.
E va bene, ma allora cosa caspita è questo effetto Yarkovski? Lo vediamo immediatamente.

Innanzitutto parliamo un nanosecondo del signor Ivan Yarkovsky, di cui abbiamo una diapositiva (forse un dagherrotipo?) qui a lato.
Yarkovsky era un ingegnere russo vissuto nella seconda metà del 1800 e morto nel 1902.
Cosa significa che gli asteroidi subiscono l’effetto a cui è stato attribuito il suo nome?

Dunque, sì, la gravità è la causa regina del moto degli asteroidi. Ma fare previsioni è difficile perché Yarkovsky ha appunto scoperto che la luce del Sole può influenzare la traiettoria dei sassi del cielo.

In che modo?

La radiazione proveniente dal Sole, come tutte le onde elettromagnetiche, esercita una pressione su di un asteroide. Ora, possono accadere diverse cose: per esempio la luce può essere riflessa dall’asteroide. Oppure può essere assorbita. In quest’ultimo caso, la parte di asteroida colpita dalla luce solare si riscalda. Insomma, finora non abbiamo detto niente di più complicato di quello che accade quando prendiamo il Sole in spiaggia.

Una volta che l’asteroide ha assorbito la luce e si è riscaldato, successivamente, come ogni corpo caldo, ri-emette radiazione. E anche qui nulla di nuovo: infatti questo è il principio base del meccanismo dell’effetto serra.

Il punto è che quando l’asteroide ri-emette radiazione, si comporta come un cannone che rincula: l’emissione di fotoni fornisce una spinta all’asteroide nella direzione in cui si muove. A complicare ulteriormente le cose c’è anche il fatto che probabilmente l’asteroide ruota. E quindi la direzione in cui esso riceve la spinta dipende dal verso di rotazione: ecco, un gran bel casino.

Per rendere tutto ciò più chiaro consiglio la visione di questo video, in cui quello che ho detto a parole è spiegato visivamente:

Come vedete nel video, la direzione nella quale l’asteroide riceve la spinta dipende dal verso di rotazione rispetto alla posizione del Sole, visto che la radiazione viene ri-emessa dalla parte opposta al Sole.

Tutto questo rende le previsioni riguardo alle traiettorie degli asteroidi molto più difficili da interpretare. Tuttavia spero che questo post possa essere d’aiuto nel capire che molte cose non vanno date per scontate siccome ci sono molti effetti da tenere in considerazione.

E quindi che facciamo, stiamo con le mani in mano ad aspettare? Certo che no.
La NASA ha in programma la missione OSIRIS-REx, il cui obiettivo principale è quello di recuperare frammenti dell’asteroide Bennu, ma anche di studiare varie caratteristiche dell’oggetto come ad esempio l’effetto Yarkovsky.
Il lancio di OSIRIS-REx è previsto, per ora, i primi di Settembre 2016 e l’asteroide Bennu sarà avvicinato, dopo una serie di manovre spaziali, a metà agosto 2018. A quel punto la sonda toccherà la superficie dell’asteroide per cinque secondi durante i quali raccoglierà un campione di minimo 60 grammi.
Non è una cosa spettacolare?
Poi, dopo un paio di anni OSIRIS-REx tornerà verso il nostro pianeta e, per finire, intorno la fine di Settembre del 2023 la capsula con il campione verrà sganciata verso la Terra, per la precisione nello Utah.
Tutti i dettagli li potete trovare sul sito della missione che, tra l’altro, è davvero ben fatto a mio avviso.

Forse siamo un poco in anticipo per annunciare questa missione e i suoi sviluppi, ma lo sapete che a me piace tanto parlare di queste sensazionali missioni che l’umanità mette a punto per cercare di carpire i segreti celati nel Sistema Solare.
Sicuramente nessuno può dire che su Quantizzando non avevamo avvisato su questa missione!
E, soprattutto, speriamo di capire meglio anche l’effetto Yarkovski così da guadagnarci anche in sicurezza.

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