L’orto senza Luna

Avete mai sentito parlare del presunto legame tra agricoltura e Luna? Ovviamente sì.
E avete mai sentito qualcuno dirvi perché tale legame esiste? Ovviamente no.
E sapete perché nessuno ve lo ha mai detto? Semplice, perché tale legame non c’è.

Il post potrebbe finire qui, non c’è alcun bisogno di andare avanti. Aggiungo un esperimento condotto dal gruppo CICAP della regione Lombardia in cui diverse piantine di insalata sono state coltivate con e senza Luna. Naturalmente, non si è osservata nessuna differenza a meno di altri fattori esterni che solitamente influenzano l’agricoltura come, banalmente, le condizioni meteorologiche.

D’altronde (come spiegato anche dai ragazzi del CICAP Lombardia nel link di sopra) la Luna esercita la sua gravità anche quando non si vede in cielo: cioè comunque la Luna sta lì.

E le maree allora? Beh, le maree avvengono due volte al giorno, tutti i giorni. Tra l’altro, le maree avvengono perché la Terra è abbastanza vicina alla Luna tale che la gravità da un lato è differente dalla gravità all’altro capo del pianeta. Questo perché la Terra è abbastanza grande. Ciò è ovviamente impossibile da considerare per le dimensioni di una pianta. Inoltre, cosa possano entrarci le fasi lunari, che hanno un ciclo mensile, non è chiaro oltre che senza senso.


Quindi non venite da me a dirmi che la Luna influenza l’agricoltura perché è vicina o perché ci sono le maree, per favore.
L’unica cosa su cui potrei dialogare con più calma è la quantità di luce (luce solare riflessa dalla Luna, peraltro), la quale è sicuramente maggiore durante le notti di Luna Piena. Ma neanche, a dire il vero, visto che comunque si tratta di una luce troppo debole per innescare la fotosintesi. E non lo dico io, ma lo dicono quelli dell’University of Cambridge. Fate voi, insomma.

Perciò, cari amici di Quantizzando, siamo di fronte ad una semplice superstizione popolare. Insomma qualcosa che, al momento, è privo di alcun fondamento scientifico. Come per l’astrologia, ovviamente, l’onere della prova, a mio avviso, deve essere lasciato a coloro che sostengono questa teoria, in quanto la propongono.

Ovviamente (e lo dico sorridendo…) non vale dire che siccome si coltiva con le fasi lunari da tremila generazioni e il vino è venuto sempre buono (tra l’altro il vino è nella cantina, dove nemmeno la luce lunare arriva…bah!), allora la teoria luna-agricoltura funziona di certo.

Eh no, bisogna fare uno studio bello serio; come quello del CICAP Lombardia (a cui, dimenticavo, va un enorme applauso!) ma magari un poco più sofisticato e spalmato su un periodo più lungo di tempo. Poi magari si viene a scoprire che sono il duro e serio lavoro e i mille accorgimenti che un agricoltore ha durante l’anno che permettono di avere un buon prodotto, altro che Luna!
Sicuramente, non ci sono motivi evidenti per ritenere che la Luna influenzi l’agricoltura. La scienza, comunque, è sempre aperta a nuovi esperimenti e provo a supporto di tale convinzione laddove dovessero emergere un giorno. Tuttavia, per quanto detto finora, si tratterebbero di influssi davvero minimi e ridicoli da un punto di vista quantitativo.

Detto ciò: volete continuare ad usare il calendario lunare per le vostre coltivazioni? Liberissimi di farlo. Anzi, forse non siete così liberi come credete di essere; siete schiavi di una superstizione.
Provate a lasciar perdere la Luna nel vostro orto: sarà tutto buonissimo, sarete meno superstiziosi e vi fiderete un poco di più della scienza.

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