Astrofisica dal divano

Il sogno di tutti (in particolare di coloro che lavorano nel campo della scienza!) è quello di poter navigare in internet, magari sfruttando le enormi proprietà di intrattenimento della rete mentre il proprio computer produce scienza.

Solitamente questo accade. Per esempio se c’è un codice numerico che deve girare su un supercomputer, magari ciò richiede alcune ore e quindi si ha del tempo da dedicare ad altro (generalmente altro lavoro, però!).

Ora immaginate che un vostro amico/a un giorno si alzi e vi dica così: “Ah come mi sarebbe piaciuto fare qualcosa per la scienza, ma ormai è troppo tardi per mettersi a studiare!”

Ebbene in questo post vi dimostrerò che questa è una frase vera solo per metà.

Infatti, esiste un progetto che si chiama BOINC e si tratta di un progetto di calcolo distribuito. In parole povere, non sempre un ente ha abbastanza soldi per permettersi un super-mega-stra-computer su cui fare i propri conticini. E allora si chiede aiuto ad ognuno di noi. Avete capito bene, ad ognuno di noi.


Ma come? Semplicissimo. Basta scaricare un programmino a cui potrete permettere di usare un pezzettino del processore del vostro computer per fare ricerca scientifica, in particolare analizzare dati, dati veri! Ah, dimenticavo: ovviamente dovrete avere una connessione ad internet funzionante, altrimenti sarebbe impossibile collegarvi alla rete di calcolo distribuito.

Come fare? Basta andare su questo sito e cliccare su “Download BOINC software” scegliendo il software adatto al sistema operativo che gira sul vostro computer. Una volta installato il software, potrete aprirlo e sarà fatta.

Mentre vi scrivo, sul mio computer è in corso l’analisi dei dati di alcune pulsar (stelle di neutroni che girano come trottole!) per il progetto Einstein@Home, un progetto che è alla ricerca del segnale delle onde gravitazionali.

Le onde gravitazionali sono previste dalla teoria della Relatività Generale di Albert Einstein ma non sono state ancora misurate direttamente [OPS, questo post è vecchio, ora le abbiamo misurate con LIGO!].
Ne abbiamo già parlato su Quantizzando qualche tempo fa in un post dove, oltre a spiegare bene cosa siano le onde gravitazionali, tra l’altro avevamo già accennato al progetto Einstein@Home.

Comunque, non solo onde gravitazionali. Ci sono disponibili altri progetti di fisica che potrete scoprire cliccando su “Add Project” (vedi foto di prima). Tra gli altri, mi sono unito ai progetti riguardanti gli esperimenti all’LHC (Large Hadron Collider) del CERN, che presto riaccenderà i motori dopo aver scoperto il bosone di Higgs nel 2012.

Ancora, un altro interessante progetto che vorrei qui suggerirvi è Cosmology@Home che ha come obiettivo quello di cercare il miglior modello possibile in grado di descrivere i dati raccolti dalle osservazioni del nostro universo.

Va detto, comunque, che tutto ciò è nato nel 1999 da un altro progetto chiamato SETI@Home che sfrutta il calcolo distribuito per analizzare i dati del telescopio di Arecibo alla ricerca di segnali extra-terrestri (inutile dirvi che, finora, nulla è stato trovato). SETI@Home è stato praticamente il primo progetto a sfruttare il calcolo distribuito e ha dato poi il via a tutti gli altri progetti pensati per sfruttare l’aiuto di volontari che avessero voglia di mettere a disposizione una fetta del proprio computer.

Insomma, come direbbero in una televendita, comodamente seduti dal divano di casa vostra potete contribuire alla causa della comunità scientifica internazionale per capire meglio come funziona il nostro universo e magari scoprire un segnale di onde gravitazionali, nuove particelle fondamentali, un segnale extra-terrestre o magari nuove informazioni sulla materia e l’energia oscura…

Potete fare ricerca scientifica, potete essere scienziati tutti i giorni!

E tutto questo mentre guardate un video su YouTube, mentre chiacchierate su Facebook, mentre caricate foto su Instagram, mentre cinguettate su Twitter, mentre fate quello che vi pare, appunto, seduti sul vostro amato divano.

Una piccola nota a questo punto è d’obbligo: tenere accesso il computer vuol dire consumare energia e, a meno che la vostra casa non sia alimentata da pannelli solari, in definitiva inquinare. Per questo io non vi sto chiedendo di uscire al ristorante e lasciare i vostri computer accessi, bensì di partecipare al calcolo distribuito mentre magari vi state rilassando o quando siete al lavoro. Anche se il contributo, in termini di tempo, sarà piccolo, ciò non vorrà dire che sarà stato meno utile.

Dunque, cosa state aspettando? Scaricate il software BOINC e donate un po’ del vostro prezioso tempo al computer per il bene della ricerca. La scienza ve ne sarà infinitamente grata, ne sono certo.

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Post aggiornato il 30 Marzo 2016 con il link al post sulla scoperta delle onde gravitazionali da parte di LIGO.

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