Un uomo bloccato su Marte

Siete mai rimasti bloccati su Marte? Ovviamente no, ma solo perché nessun essere umano finora è stato su Marte. Però c’è un libro che racconta un’esperienza del genere e lo fa anche in maniera abbastanza realistica (ma non è questa la cosa importante alla fine).
Infatti, proprio qualche giorno fa ho finito di leggere un libro dal titolo “L’uomo di Marte” (“The Martian” in inglese) scritto da Andy Weir.

Qui su Quantizzando abbiamo parlato diverse volte del pianeta rosso, ad esempio qui, quasi che possiamo considerare Marte il pianeta preferito di questo blog; quindi volevo solo darvi alcune mie impressioni (senza spoiler, chiaramente!) riguardo questo libro per coloro che magari avessero intenzione di leggerlo.
Dunque, ve lo dico subito: a me “L’uomo di Marte” è piaciuto un sacco.
Come già detto, non vi anticipo niente tanto gli ingredienti principali del libro li avete capiti: un astronauta resta su Marte e deve sopravvivere. Come mai si trova su Marte? Come farà a vivere? Questo lo scoprirete soltanto leggendo il libro.

L’unica cosa che voglio dirvi è il perché questo libro è da leggere. Per tre motivi principali.

Primo, perché parla di esplorazione spaziale nel senso e nei modi che piacciono a me:  nel senso, cioè l’esplorazione dell’universo intesa come un’importante faccenda che l’umanità deve e dovrà affrontare unita, ora e in futuro; nei modi, cioè con qualcosa almeno in linea di massima plausibile. Tuttavia,  se siete lettori assidui di questo blog, sapete benissimo che non mi metto certo a fare le pulci scientifiche ad un film e sono moooolto più tollerante di altri; anche se però, quando si esagera tipo cose più veloci della luce, non ce la posso fare, perdonatemi.

Secondo, dal punto di vista della lettura, si tratta di un libro ricco di dettagli dal punto di vista scientifico riguardo alle soluzioni che il protagonista, l’astronauta Mark Watney, proverà a trovare per tentare di sopravvivere. In questo senso il libro mi sembra anche molto istruttivo; ovvero si possono vedere all’opera delle nozioni scientifiche studiate a scuola che protrebbero tornare utili ad ognuno di noi casomai dovesssimo finire su Marte un giorno (ma non solo!).
Voglio dire, conoscere la scienza aiuta e questo libro, secondo me, prima di tutto ci mostra che ragionare e pensare sono cose molto importanti nella vita.

Terzo, Ridley Scott (sì, il regista di Blade Runner, Alien e anche il Gladiatore) ci sta facendo un film!

Dovrebbe uscire nei cinema intorno la fine di Novembre 2015. Il ruolo del protagonista Mark Watney dovrebbe essere interpretato da Matt Damon. E questo è il primo teaser trailer ufficiale:

Insomma, tra “L’uomo di Marte” e “Star Wars” la fine dell’anno si preannuncia scoppiettante al cinema.
Come ultima cosa volevo solo sottolineare un mio personale pensiero, una cosa che ho detto anche quando ho commentato “Interstellar”.
Dunque, non mi aspetto certo che il film rispecchi al 100% il libro, sarebbe stupido pensarlo e in realtà neanche mi piacerebbe.
Sicuramente la storia verrà in qualche modo seguita ma i dettagli scientifici presenti nel libro, almeno per quanto mi riguarda, potrebbero anche essere trattati in maniera più superficiale. Spero che il film si concentri principalmente sull’aspetto umano della faccenda; ovvero un uomo (che poi rappresenta ognuno di noi) pionere dell’esplorazione spaziale di un altro pianeta che deve affrontare dei problemi con l’aiuto delle sue nozioni scientifiche. E, come detto sopra, soprattutto ragionando, spremendo le meningi.
E poi, ricordiamolo, guarderemo un film. Ci colpiranno soprattutto le inquadrature, le scene, gli effetti speciali, la trama avvincente, tutto questo mentre sgranocchiamo dei (gustosi) popcorn su una (comoda) poltrona.

Da quanto ho capito le riprese sono quasi finite, come fatto intendere dall’attrice Jessica Chastain presente nel cast:

WhoSay - image from Jessica Chastain

Jessica Chastain

Jessica Chastain Actress, Zero Dark Thirty, The Help

Dunque, avete tutto il tempo per leggere il libro e poi successivamente potremo goderci tutti insieme il film al cinema e sparare in rete tutte le nostre impressioni a raffica.

Non so voi, ma quando si parla di esplorare l’universo (ovviamente in maniera più o meno fisicamente plausibile), che sia cinema o realtà, io sono sempre emozionato!

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