Lo spettacolo della scienza

Ieri sera stavo facendo un giro e, stranamente (no dai, scherzo…), qui a Portsmouth (UK) il cielo era sereno. Allora ho approfittato per scattare alcune foto al cielo (non sono venute benissimo, abbiate pietà!). Infatti ieri sera si potevano vedere Venere e Marte in una sorta di abbraccio al di sotto della Luna.

Detto questo dovrei forse premettere che non sono assolutamente un professionista (anzi…totalmente principiante!) e, inoltre, che non avevo con me il treppiede (il quale mi avrebbe aiutato non poco!). Comunque vorrei condividere le foto che ho fatto (anche se non bellissime) con voi; perché, quando stamattina le ho viste sul mio computer, ho pensato che, in fondo, al di là della qualità, si tratta comunque di immagini che raccontano il moto di oggetti nel cielo. Oggetti che si muovono seguendo le leggi della gravità, le leggi della fisica. E noi, sempre usando il metodo scientifico come attestato di buona qualità delle nostre ricerche, possiamo provare a capire e, soprattutto, a predire il comportamento degli oggetti dell’universo e, magari, dell’universo stesso.

Luna e pianeti al cospetto della Spinnaker Tower di Portsmouth (UK)

La Luna e la coppia Venere-Marte vicini vicini!

 

Ancora i tre girovaghi del Sistema Solare che sovrastano la città.

 

Insomma, voglio dire che quando ieri sera ho alzato lo sguardo al cielo per vedere Venere, Marte e la Luna mi sono trovato davanti non solo un’immagine meravigliosa (che forse le mie foto non rendono a pieno…); infatti io, come tutti noi del resto, sapevo cosa stavo fotogrando, sapevo la differenza tra pianeta e satellite, e sapevo che in realtà si trattava di oggetti distanti tra loro ma che a causa di un effetto di proiezione stavo vedendo tutto come se si trattasse di un dipinto. E anche sapevo che il moto di quei puntini è regolato dalle leggi che spiegano come funziona la gravità che fa cadere i pianeti attorno al Sole, che poi è la stessa gravità che fa cadere il solito vaso d’antiquariato nelle case procurando figuracce: è sempre la gravità!

E, infine, ho pensato a quanti anni e quanti scienziati ci sono voluti con errori (servono anche quelli) e geniali intuizioni affinchè io, in quel momento, potessi arrivare ad essere consapevole della foto che stavo scattando.

Poi ho pensato a tutte le cose che ancora non sappiamo sull’universo e che sono così distanti dalla nostra quotidianeità ma che, tuttavia, siamo in grado di studiare (sempre tramite il metodo scientifico)!

C’è così tanto di cui meravigliarsi, di cui essere curiosi, da conoscere e scoprire; tante domande da porsi che attendono altrettante risposte da cercare.
La cosa, se volete assurda, è che tutto questo lo abbiamo sempre davanti ai nostri occhi (o sopra le nostre teste, se preferite) e riusciamo, purtroppo molto spesso, a dimenticarlo con soprendente facilità.

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