Due parole su Interstellar (senza spoiler!)

Quantizzando non è un blog in cui si fa critica cinematografica, questo è chiaro (ci sono i critici che hanno studiato per farlo come lavoro).
Quindi non starò qua a dirvi se il film mi è piaciuto o meno oppure se questo o quello rispecchia le teorie fisiche perché (uno) non sono la persona più adatta e (due) c’è un libro di Kip Thorne (il fisico teorico che ha fatto da consulente) che potete leggere se vi va.

Però ieri sera ho visto il film del regista Christopher Nolan al cinema. Tra l’altro mi sono sparato tutto il film di tre ore senza intervallo (non so se si tratti di una politica del film o del cinema inglese in cui sono andato, fatemi sapere!) e devo dire che nonostante mi sia sentito un attimino provato da questo, d’altro canto ho potuto totalmente immergere me stesso nell’atmosfera del film e nella (questo lo devo dire) magnifica colonna sonora di Hans Zimmer: una musica davvero coinvolgente.

Non mi aspettavo certo che Interstellar fosse un film in cui venisse spiegata la teoria della Relatività: se lo fosse stato non sarei MAI andato a vederlo (inoltre trascinando la mia ragazza!). Inoltre non capisco perché parecchi scienziati si sono affannati per i fatti scientifici che accadono nel film. Ci sono delle cose più o meno plausibili ma non importa. Dannazione, è solo un film!

Piuttosto, sono andato a vedere il film perché mi aspettavo che una volta uscito dal cinema mi sarebbero tornate forti e prepotenti domande e pensieri che sono sempre stati nella mia mente ma che magari i problemi quotidiani o la routine a volte assopiscono.

In pratica sono tornato bambino. Quel bambino che non sapeva nulla di tutte quelle importanti equazioni e della grande varietà di teorie ideate per spiegare come funziona l’universo.
E io, come il 100% dei bambini nati nella storia dell’umanità, ero un bambino curioso. Fantasticavo su, appunto, viaggi interstellari che avrebbero potuto mostrarmi cose fantastiche. Si vede che allora non avevo ancora scoperto il cinema!

Dunque, ieri sera prima di addormentarmi ho ripensato al vero messaggio del film secondo il mio modesto parere: non sappiamo chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo (le classiche domande senza risposte) ma sappiamo che abbiamo un desiderio innato, quello di esplorare l’universo.

RT @Philae2014: I confirm that my @RosettaSD2 went all the way DOWN and UP again!! First comet drilling is a fact! 🙂 pic.twitter.com/Px5G0ZnV4w
— ESA Rosetta Mission (@ESA_Rosetta) November 14, 2014

Se ci pensate, il successo riscosso dalla missione dell’ESA Rosetta e dal modulo Philae che è addirittura atterrato su di una cometa non fa altro che confermare quanta voglia di conoscere come funziona l’universo ci sia in ognuno di noi, scienziati e non.

E Interstellar ci fornisce proprio questo: il desiderio di non fermarci, di continuare l’esplorazione a qualunque costo. Come se non ci fosse altra ragione alle nostre vite. E, badate, questo non vuol dire che dobbiamo essere tutti fisici o astrofisici. Questo vuol dire che dobbiamo tutti tornare ad essere curiosi come quando eravamo bambini (esclusi ovviamente coloro che non hanno mai smesso di essere curiosi!).

Quindi, come avete visto, non ho fatto nessuno spoiler e nemmeno ho provato di convincervi ad andare a vederlo e nemmeno commentato la scienza del film (perché dovrei? Si tratta di un film!).

Vi ho solo detto cosa il film mi ha lasciato dentro dal punto di vista umano. Il desiderio di esplorare ciò che non conosciamo non ha mai lasciato indifferente il genere umano e sono certo che sarà il motivo guida delle nostre decisioni future (molto future!) come specie.
Perciò, il mio consiglio è: se decideste mai di andare a vedere il film Interstellar, dovreste farlo partendo dall’idea che volete passare una bella serata rilassante che vi permetta di dimenticare le fatiche della giornata, proprio come fareste per qualsiasi film. Non andate al cinema sperando di avere delle risposte o delle delusioni o di capirci qualcosa di astrofisica (per quello consiglio la lettura di Quantizzando ;p).
Insomma, inutile farsi aspettave su di un film!

Ci sono film di successo che lasciano qualcosa dentro, altri che fanno passare una serata di risate, altri ancora che fanno piangere. Credo che Interstellar abbia le potenzialità per appartenere alla prima categoria. Ma non perché sia il miglior film della storia, sia chiaro.

Se siete sempre stati curiosi e con la voglia di esplorare l’ignoto, Interstellar non vi dirà come è fatto l’ignoto ma vi dirà che la vostra curiosità è una cosa umana.

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