Stelle vampire

Come sempre l’astrofisica è avanti. Infatti ormai spopolano libri, film, serie TV e quant’altro sui vampiri e tutti conoscono almeno uno dei titoli a riguardo.
Per capire perché ho chiamato questo post stelle vampire bisogna fare un passo indietro e parlare di ammassi globulari.
Cos’è un ammasso globulare? Una cosa tipo questa qui:

In pratica è un ammasso di stelle. Ma non solo, c’è molto altro.
Infatti le stelle degli ammassi globulari sono eccezionalmente vecchie. Ne avevamo già parlato in questo post, ma lo ripetiamo brevemente. Negli ammassi globulari le stelle hanno almeno una decina di miliardi di anni e quindi sono piuttosto vecchiotte. Queste stelle sono stelle rosse e non molto grandi, in quanto quelle grandi, calde e quindi blu, bruciano la loro benzina (l’idrogeno) molto più in fretta perché per poter bilanciare la forza di gravità che tende a far collassare la stella a causa della sua grande massa c’è bisogno di una massiccia produzione di fotoni nelle parti interne della stella.
Ma negli ammassi globulari non c’è niente di tutto ciò, solo stelle rosse, fredde e vecchie. Inoltre le stelle non stanno come in un hotel a cinque stelle belle larghe, ma le densità sono piuttosto elevate e le stelle sono tutte vicine vicine.
Altro che hotel, un ospizio stellare praticamente, se non fosse per…le stelle vampire appunto!


Di che si tratta, dunque? Nel 1952, Allan Sandage trovò nell’ammasso globulare M3 delle stelle blu.

(Sempre se andate a vedere il post che dicevo prima ritroverete la spiegazione del grafico qui sopra; per quanto riguarda la scritta Blue Straggler dovete arrivare alla fine del post!).

Dunque quelle stelle lì non devono esserci. Oppure devono esserci e c’è anche un ottimo motivo.
La risposta giusta è la seconda. Per spiegare la presenza di queste stelle blu sono stati proposti due meccanismi.

Il primo riguarda la collisione tra due piccole stelle rosse. Questa coppia di stelle praticamente fonde insieme per formare una stella unica. Questi scontri, lo ripetiamo, sono molto più probabili del solito a causa dell’alta densità di stelle negli ammassi globulari. Comunque, a seguito dello scontro, dopo alcune altre vicissitudini, si forma una bella e calda stella blu.

Il secondo metodo è il motivo per cui queste stelle blu sono anche chiamate stelle vampire. Anche in questo caso abbiamo due stelle. Ma stavolta non abbiamo un vero e proprio scontro. Piuttosto abbiamo che la stella più grande inizia a “succhiare” materiale dalla stella più piccola.  E alla fine della stella più piccola non rimane niente. Del resto dei vampiri, si sa, bisogna avere molta paura…figurarsi delle stelle vampire!
Anche qui, alla fine del processo, abbiamo una stella blu.

Ecco, e quindi niente, questo post vuole solo essere un’ancora di salvataggio nel caso in cui qualcuno vi chieda di spiegargli per sommi capi cos’è una stella vampire o nel caso in cui ne sentiate parlare in giro e vogliate saperne di più. A tal proposito fornisco anche qualche utile link (in inglese, sorry) che non si sa mai:

http://www.solstation.com/x-objects/bluestrag.htm
http://oneminuteastronomer.com/5097/blue-stragglers/

Ultima cosa: le stelle vampire vengono propriamente chiamate Blue Straggler stars, ovvero stelle blu che “restano indietro” o “restano staccate”. Per capire questo nome basta che guardiate al diagramma nell’immagine di sopra; le stelle vampire sono rimaste indietro dall’evoluzione standard di un ammasso globulare…anzi, sappiamo che non è così e che la formazione di queste stelle vampire è dovuta a particolari fenomeni di interazioni delle stelle dovute alla loro alta densità in un ammasso globulare. Comunque ne sapremo di più in futuro in quanto la comunità astrofisica sta studiando più in profondità questo fenomeno.

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