Tycho Brahe

Si parlava della supernova osservata da Tycho Brahe su Quantizzando (qui) e avevo promesso di dedicare un post a parte a questo personaggio.

Tycho Brahe nacque il 14 Dicembre del 1546 nel Castello di Knutstorp (nell’attuale Svezia ma all’epoca Danimarca) da una famiglia di nobili molto importante presso il re di Danimarca. Tycho aveva un fratello gemello che sfortunatamente venne a mancare nei primissimi anni di vita prima che fosse battezzato. Il buon Tycho dedicò un’ode nel 1572 al fratello che non ebbe mai l’occasione di conoscere. Tuttavia Tycho aveva altre due sorelle.
Per inciso, il 1572 fu lo stesso anno della famosa osservazione della supernova. Inoltre, Tycho fu anche colui che determinò la dicitura di supernova. Infatti egli chiamò il fenomeno che osservò con il nome di stella nova (nuova, in latino). Questo accadde la notte dell’11 novembre 1572 e questo è il disegno che il nostro fece in quell’occasione:

Nell’immagine di sopra abbiamo un disegno fatto da Tycho della costellazione di Cassiopea in cui la supernova è indicata con la lettera I. Queste osservazioni furono fatte sull’isola di Landskrona tra Svezia e Danimarca, all’osservatorio di Uraniborg.

Nel 1597,  a causa di dissapori con il re di Danimarca, si diresse verso Praga dove fu invitato dall’imperatore del Sacro Romano Impero, Rodolfo II. E qui, fino alla sua morte avvenuta il 24 ottobre del 1601, continuò a lavorare con l’ausilio di un giovanotto di nome Johannes von Kepler, italianizzato in Giovanni Keplero (che diventerà famoso per altri motivi molto importanti).

Ora raccontiamo alcuni fatti singolari della vita di Tycho Brahe.
Parliamo innanzitutto del suo naso. Eh già, ci tocca.
Niente di particolare, per carità, se non per il fatto che Tycho avesse un naso danneggiato a causa di un duello. Tutto iniziò il 10 dicembre del 1566. Era il matrimonio di Lucas Bacmeisters, un professore di teologia all’università di Rostok dove Tycho aveva studiato. Insomma questo per dire il motivo per cui il nostro personaggio si trovava alla festa.
Si mangiava, si beveva e si ballava.
Ma Tycho voleva anche discorrere. Forse non litigare ma alla fine fu proprio quello che accadde. L’avversario era un altro nobile danese chiamato Manderup Pasberg. La discussione fu talmente accesa che addirittura dovettero separarli!
Tuttavia era un matrimonio dannazione (!) e dunque la finirono lì. Ma solo per il momento.
Il 27 dicembre dello stesso anno si incontrarono ancora e ricominciarono a litigare e si decise che un duello fosse assolutamente necessario. Duello che si tenne il 29 dicembre del 1566. In quell’occasione il naso di Tycho subì l’infortunio che lo segnò a vita tagliando quasi tutta la parte davanti del suo naso.
E così fu necessaria una specie di protesi fatta con una lega di argento e oro. I testimoni dell’epoca raccontano nei loro scritti che tale protesi non sembrava affatto una protesi ed era difficile accorgersi dell’infortunio se non si era a conoscenza dell’episodio del duello.
Tuttavia Tycho portava sempre dietro una piccola scatola in cui riporre il finto pezzo di naso quando non era necessario il suo utilizzo (una scena quasi horror direi!).

Ma quale era la ragione del diverbio? Pare che fosse (come riportato da Pierre Gassendi nel 1654) che la discussione vertesse su chi fosse stato più bravo in matematica. Ah, la natura umana degli scienziati viene sempre fuori alla fine!

Un altro più o meno simpatico aneddoto riguardo la vita di Tycho Brahe è il seguente.
Si racconta che egli avesse addomesticato un alce (o un’alce in caso fosse stata femmina). In particolare stava per inviare questo/a alce ad un altro nobile danese. Ho detto “stava” perché si racconta che poco prima dell’invio, ad una festa in un castello, l’alce si intrufolò, salendo le scale, in una parte del castello piena di birra. Che, ovviamente, l’alce degustò. Purtroppo durante la discesa delle scale l’alce cadde e si ruppe una gamba. Malgrado le amorevoli cure, ancora purtroppo, l’alce non ce la fece e morì.

Ancora un altro aneddoto riguarda la morte di Tycho Brahe che, come già detto, avvenne il 24 ottobre del 1601. Per molto tempo si è pensato che la causa del decesso di Tycho fosse stata dovuta da una complicazione alla sua vescica. Complicazione causata dalla sua eccessiva delicatezza nei modi di fare che lo portò a trattenersi invece di andare in bagno durante una cena a Praga il 13 ottobre 1601.
Tuttavia, molto recentemente, nel 1996 la salma di Tycho fu riesumata e si è scoperto che la causa della morte fu…avvelenamento da mercurio!
Durante i deliri della sua febbre pochi istanti prima di morire scrisse le sue ultime parole (in latino): “Ne frusta vixisse videar” che, all’incirca, vogliono dire “Possa io non aver vissuto invano”.

Prima di concludere non possiamo non parlare della visione dell’universo di Tycho Brahe.  Egli nacque tre anni dopo la pubblicazione del lavoro di Copernico, il quale poneva il Sole al centro del sistema solare con i pianeti che ruotavano attorno con orbite circolari. Nonostante la stima di Brahe nei confronti di Copernico, il nostro personaggio non accettava la visione di Copernico.

Tycho Brahe aveva una visione molto particolare del moto dei pianeti in cui tutti i pianeti ruotavano intorno al Sole. Tutti eccetto la Terra. Infatti per Brahe era comunque il Sole a orbitare attorno al nostro pianeta. Insomma una cosa del genere:

Tuttavia non bisogna deridere il modello di Tycho Brahe in quanto la sua teoria non è altro che l’interpretazione delle sue osservazioni piuttosto che un modello da seguire in base alla Bibbia come faceva all’epoca la Chiesa. Quindi in un certo senso, Tycho ci era andato molto vicino. D’altra parte fu il suo allievo Keplero a comprendere per bene le osservazioni fatte dal suo maestro. E così Keplero comprese che il Sole è al centro con i pianeti che orbitano su orbite ellittiche.
Per farvi capire l’importanza delle osservazioni fatte da Tycho, sappiate che Keplero per primo riteneva che l’ipotesi di orbite ellittiche fosse assurda; tuttavia le misure prese da Tycho Brahe erano davvero accurate e, da bravo scienziato, Keplero mise la ragione al primo posto.

Per finire dobbiamo dire una cosa che riguarda questo blog da vicino. Come era consuetudine all’epoca purtroppo gli scienziati erano anche considerati astrologi presso le corti reali. In particolare Tycho Brahe aveva fatto un calendario particolare in cui aveva indicato alcuni giorni dell’anno, chiamati Giorni di Tychobrahe, in cui si farebbe sentire la sfortuna. Qui trovate l’elenco di questi giorni particolari.
Come potete notare, tuttavia, il giorno della morte di Tycho non è un Giorno di Tychobrahe…

Per quanto ci riguarda, però, il 4 marzo è un Giorno di Tychobrahe e il 4 marzo è il giorno in cui è nato questo blog!
Ovviamente su Quantizzando non crediamo assolutamente a queste sciocchezze; ho citato questa cosa solo perché si tratta di un aneddoto divertente e simpatico da citare riguardo la vita di questo personaggio in relazione al blog Quantizzando.

Insomma come potete vedere Tycho Brahe aveva effettivamente bisogno di un post a parte. Tra le tante cose raccontante direi di tenere a mente soprattutto il fatto che grazie alle sue eccellenti misure Keplero riuscì a comprendere il moto dei pianeti. Tuttavia Keplero non capiva perché i pianeti si muovessero in tal modo. Soltanto Isaac Newton con la sua teoria della gravitazione fu in grado di spiegare e calcolare con esattezza le orbite dei pianeti del sistema solare.

Ma non divaghiamo. Questo post è dedicato all’osservatore, astronomo e personaggio Tycho Brahe che con il suo lavoro, nonostante le idee sbagliate, ha permesso il successivo sviluppo della scienza e dell’umanità la quale quest’ultima, comunque ha impiegato centinaia di anni prima di utilizzare a pieno il metodo scientifico e di abbandonare idee bislacche come, ad esempio, l’astrologia e la convinzione di essere al centro dell’universo.

  • Grazie dell'ottimo articolo. Mi permetto solo di dissentire da quanto detto sulla Chiesa e la Bibbia. Nella Bibbia non ci sono riferimenti al geocentrismo. Molti portano come prova il brano di Giosuè 10:13, in cui si dice che il Sole si fermò nel cielo. Tuttavia quel brano, che la cristianità dell'epoca – inclusa quella riformata – interpretò letteralmente, non fa altro che rammentare il moto apparente del sole ma non indica il supporto a una teoria astronomica. Anche oggi, infatti, diciamo che il sole sorge e tramonta pur sapendo che non è così. L'appoggio al geocentrismo fu dato dall'adesione ecclesiastica alla filosofia aristotelica che ebbe, con Tommaso d'Aquino il suo più grande sostenitore, tanto da considerarlo il filosofo per eccellenza. Lo stesso Aquinate si adoperò per fondere il pensiero cristiano con quello aristotelico. Galileo scrisse che Copernico non ignorava la Bibbia, ma anzi sapeva molto bene che “sendo tal sua dottrina dimostrata, non poteva contrariare alle Scritture intese perfettamente”, ovvero che se le sue idee fossero state dimostrate, non avrebbero potuto contraddire il corretto intendimento delle Scritture. A quanto pare non è che la Chiesa era troppo ancorata alle verità bibliche, ma non lo era abbastanza.

  • Ciao! Grazie per aver letto questo post. Come tu puoi ben notare non ho mai usato la parola "geocentrismo" ma affermo soltanto che "non bisogna deridere il modello di Tycho Brahe in quanto la sua teoria non è altro che l'interpretazione delle sue osservazioni piuttosto che un modello da seguire in base alla Bibbia come faceva all'epoca la Chiesa". In pratica metto solo l'accento sul fatto che alla base del modello di Brahe, in qualche modo, ci sono delle osservazioni, quindi una sorta di utilizzo del metodo scientifico. Il metodo scientifico è il cuore della scienza. Tutto ciò che viene affermato senza utilizzare il metodo scientifico, semplicemente, non è scienza. Questo a prescindere dall'essere dalla parte giusta o da quella sbagliata. La scienza segue il metodo scientifico e grazie ad esso riesce a fare dei passi in avanti.

  • Grazie di aver risposto. Il punto è che la Chiesa, all'epoca, non seguiva la Bibbia ma una sua errata interpretazione unita alla filosofia aristotelica. Per il resto non ho nulla da eccepire.

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