Virare per Marte

L’India ha inviato una sonda su Marte per testare il loro apparato tecnologico. Tra circa 300 giorni la sonda dovrebbe iniziare ad orbitare attorno al pianeta rosso.
Più che parlare di questa notizia (comunque importante) volevo semplicemente prendere spunto da un’infografica che mostra il viaggio che farà la sonda.

Infographic: How India's Mars Orbiter works.
Source SPACE.com: All about our solar system, outer space and exploration.

Come potete vedere, al momento del lancio Terra e Marte sono relativamente vicini,  ma la sonda deve seguire una particolare traiettoria per essere “catturata” dal pianeta rosso. Probabilmente non ci trovate nulla di nuovo in tutto ciò, ma dato che si parla sempre di viaggi su Marte mi sembra istruttivo vedere insieme un possibile tragitto che una navicella spaziale dovrebbe fare per portare della gente su Marte.
La strada dunque non è diritta, ci sono delle belle curve (da cui il titolo di questo post).
Tutto questo è comprensibile: la sonda risente comunque e sempre dell’attrazione gravitazionale del Sole e quindi è costretta a “cadere” sul Sole. Si salva solo essendo catturata da Marte e iniziando dunque ad orbitare attorno al pianeta.
Altra cosa da notare sono i dettagli della partenza e dell’arrivo.
Per lasciare la Terra la sonda deve compiere alcuni giri (con razzi accesi) per guadagnare la velocità necessaria per sfuggire all’attrazione della Terra; dopodiché la sonda spegne i razzi e segue la sua orbita di caduta attorno al Sole; d’altra parte, una volta nei pressi di Marte, i razzi devono essere accesi di nuovo per frenare la sonda e permettere quindi la “cattura”.
Insomma, tutto questo per dire che c’è della gente che calcola, misura e pensa a quale sia la maniera migliore per mandare una sonda su di un altro pianeta ottimizzando costi e sfruttando al massimo il materiale (la gravità in questo caso) a disposizione.
E inoltre non si può scherzare: bisogna essere precisi!
Tuttavia, al di là dei tecnicismi una magnifica bellezza può essere contemplata: la nostra sicurezza nella comprensione del moto dei pianeti, la straordinaria disposizione della Natura a lasciarsi comprendere e i nostri decisi passi avanti nel campo della tecnologia si possono tutti ammirare ogni volta che una missione del genere viene progettata.

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