Immondizia spaziale

Fonte: Nasa Jet Propulsion Laboratory

L’infografica qui sopra mostra cosa c’è sopra la nostra testa nel cielo. In sostanza, un mucchio di robaccia. Viti, bulloni e pezzi di satelliti sparsi dappertutto.

In pratica vi sono più di 21 mila oggetti più grandi di un cacciavite. Per non parlare di quelli più piccoli: si arriva anche a 500 mila oggetti.
Quest’immondizia è molto pericolosa e potenzialmente dannosa per i satelliti che magari sono in orbita e sono funzionanti. Infatti questi detriti non è che sono fermi a vegetare sopra la nostra testa.
Per poter rimanere in orbita attorno alla Terra a quell’altezza vuol dire che hanno una certa velocità, altrimenti cadrebbero sul nostro pianeta. E questa velocità è 20 volte la velocità del suono che, per la cronaca, è di circa mille chilometri orari. Quindi potete immaginare che anche un cacciavite, sparato a quella velocità, può avere un effetto devastante.
Per questo non solo le attuali, ma anche le future missioni dovranno tenere conto di questo fattore “immondizia”.
Poi, certo, gli esseri umani non è che stanno lì a guardare. Anzi, peggiorano la situazione. E il caso, ad esempio, della Cina che ha fatto esplodere intenzionalmente un satellite per rivelazioni meteorologiche nel 2007; oppure quando il 10 febbraio 2009 ci fu uno scontro tra uno dei satelliti Iridium per le telecomunicazioni e il satellite militare russo Cosmo2251. Questi due eventi hanno portato ben 3000 pezzi vagabondi nello spazio.
Insomma il problema dei rifiuti pian piano sta cominciando a diventare serio anche nello spazio e bisognerà trovare dei metodi adatti se si vuole evitare di danneggiare satelliti e/o missioni spaziali nuove di zecca.
Qualcuno potrebbe far notare che visti i progressi fatti per risolvere il problema dell’immondizia sulla Terra c’è da aspettarsi tempi lunghi per vedere progressi nello spazio!
Comunque esiste anche una sezione dell’ONU che si occupa dell’immondizia spaziale. Si chiama IADC (Inter Agency Space Debris Committee). Riusciranno a risolvere il problema?
Nel frattempo, se volete leggervi una cronistoria dell’immondizia spaziale, ecco l’utile link di Wikipedia.
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