Giocare con il bosone di Higgs

Senza dubbio la ricerca e la probabile scoperta della particella chiamata bosone di Higgs ha avvicinato un vasto pubblico alle ricerche svolte in fisica delle particelle. Proprio oggi mi è capitato tra le mani questo articolo, in cui viene descritto un gioco di carte da fare con carte speciali che assomiglia al famoso gioco Memory (quello in cui le carte sono a faccia in giù sul tavolo e bisogna trovare le coppie di carte uguali).
A differenza della classica edizione di Memory, qui abbiamo un mazzo completamente diverso, un mazzo in cui sono raffigurate le particelle elementari (quark e leptoni). L’idea del gioco è quella di girare le carte a coppie cercando di trovare le coppie per cui si hanno due particelle la cui unione può dare vita ad una nuova particella non elementare o descrivere un processo di interazione; per esempio un elettrone e un positrone danno vita ad un fotone, mentre alcune combinazioni di quark possono dare vita a quelle particelle chiamate barioni, mesoni e adroni (in questo caso sarebbe possibile girare anche più di due carte).
Inoltre vi è la svolta del gioco: trovare la combinazione uguale all’evidenza osservativa dell’esistenza del bosone di Higgs. Chi la trova vince la partita, alla faccia di tutti gli altri partecipanti. Non è facile trovare la combinazione prodotta dal decadimento del bosone di Higgs perché si tratta di ben quattro carte. Quindi dovrete armarvi di pazienza e buona memoria.

Ora spendiamo qualche riga riguardo al bosone di Higgs. Questa tanto ricercata particella è la particella che i fisici teorici (in particolare Peter Higgs) hanno ipotizzato esistere per spiegare perché le particelle hanno una massa. Infatti la teoria della fisica delle particelle (chiamata Modello Standard) non permette che nelle equazioni che descrivono il comportamento delle particelle ci siano termini legati alla massa delle particelle stesse. Questo è dovuto al fatto che le equazioni devono essere invarianti rispetto ad alcune simmetrie e la presenza di termini di massa non permette ciò. Per questo è stato proposto il meccanismo di Higgs per il quale serve, appunto, il bosone di Higgs.
Questo in parole davvero povere, insomma.

Ultimo appunto. Perché viene chiamata la particella di Dio? La risposta è che è stata fatta una cattiva traduzione dall’inglese. Infatti in un libro il bosone di Higgs è stato chiamato “goddamn particle” ovvero la particella “maledetta” nel senso che non si riusciva a trovarla. A qualche editore questo appellativo non è piaciuto ed ecco che quindi si è passati a “the God particle” che letteralmente vuol dire “la particella Dio” marcando il fatto che il bosone di Higgs è responsabile della massa delle altre particelle. Già questo vuol dire travisare l’interpretazione dell’autore, ma in Italia si è andati oltre con una traduzione più celestiale e sicuramente suggestiva (e, fatemi aggiungere, remunerativa!), cioé “la particella di Dio”. Il resto della storia lo sapete tutti.

Comunque, per concludere, il gioco di cui vi ho parlati sopra potrebbe essere abbastanza carino. Se ci giocate fatemi sapere se “trovate” il bosone di Higgs.

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